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La nota analizza criticamente la motivazione della Corte di Cassazione nella decisione n. 24391 del 2010 che ha escluso, ponendosi in una prospettiva dualistica, l’invalidità di un contratto di mutuo stipulato da una società sportiva senza aver richiesto l’autorizzazione della federazione sportiva affiliante prescritta dall’art. 12 della l. n. 91 del 1981. Dopo aver illustrato l’evoluzione dei poteri di controllo delle federazioni sulle società sportive, si valorizza l’esigenza di adottare una prospettiva monista nella considerazione del fenomeno sportivo quale parte dell’unitario sistema ordinamentale. Chiarito che l’illiceità di un negozio giuridico può derivare pure dalla violazione di regole di diritto dello sport e che il giudizio di meritevolezza ex art. 1322 c.c. deve essere applicato per valutare l’idoneità a realizzare i supremi princípi e valori ordinamentali, si contesta sia l’affermazione della Corte secondo la quale una norma di diritto dello sport non potrebbe essere qualificata come norma imperativa nell’ordinamento statuale, sia la descrizione del giudizio di meritevolezza quale clausola generale da riempire con i contenuti delle regole del predetto diritto.

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31
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