Usi civici e beni comuni
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Marinelli Fabrizio
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Il dibattito sui beni comuni, ovvero i beni che sottraendosi alla distinzione tra beni pubblici e beni privati appartengono ad una comunità diffusa, merita di essere arricchito dall’esperienza elaborata nella storia millenaria degli usi civici. La persistenza degli assetti proprietari collettivi dimostra infatti come la loro evoluzione storica sia stata in grado di elaborare una disciplina «canonica» che ha permesso e permette tuttora la conservazione di vaste aree a fini ambientali. Pertanto la scissione tra proprietà dei beni, che compete agli abitanti del luogo, ed amministrazione degli stessi, che compete all’ente esponenziale della collettività, caratteristica degli usi civici, può contribuire nel rispetto del principio di sussidiarietà ad una definizione della possibile disciplina dei beni comuni.

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