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Danni civili e danni “da reato” nel sistema polifunzionale delle responsabilità
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Procida Mirabelli di Lauro Antonino
46,99 €

Nr. Pagine
47
Estratto Rivista

Rassegna di diritto civile 4/2019

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PDF
Issn
0393-182X

Constatata la conclusione dell’annoso dibattito sul danno esistenziale anche per merito della piú recente scienza giuridica che ha normato le figure del danno biologico dinamico-relazionale, dei danni dinamico-relazionali non biologici e del danno morale, modelli morfologicamente diversi e pertanto tutti autonomamente risarcibili, si propone, con argomentazioni anche inedite ed alla luce di recenti adesioni dottrinali e giurisprudenziali, la partizione (funzionalmente orientata) tra danni civili e danni “da reato”, che trova il suo fondamento nella “regola di sistema” dettata dall’art. 185 c.p. e nella piú recente legislazione speciale. Mentre per i danni civili, patrimoniali e non patrimoniali, da torto e da contratto, il risarcimento assume ora una funzione compensativa, ora una funzione satisfattiva (per taluni danni dinamico-relazionali non biologici ai quali non è possibile riferire un valore di mercato), per i danni “da reato”, sia patrimoniali sia non patrimoniali, sia contrattuali sia extra-contrattuali, la riparazione assolve ad una funzione prevalentemente preventivo-punitiva, quale sanzione accessoria rispetto allo specifico reato di riferimento. Da qui l’indicazione dei parametri che il giudice deve adottare nella valutazione e nella liquidazione di questa nuova tipologia di danni.

It is well known that the age-old debate on existential harm has now come to an end, with legal science currently regulating biological dynamic-relational injury, non-biological dynamic-relational harm and moral damage, all shaped differently and therefore indemnifiable independently. Taking into account previously unpublished reasoning and recent doctrinal and jurisprudential consensus,at this juncture it seems appropriate to propose a (functionally-oriented) divide between civil and criminal damage on the grounds of “systemic rule” as laid down by Article 185 of the Criminal Code and recent purpose-built legislation. With civil damage, whether or not patrimonial in nature, and damages arising from tort and contract, compensation may at times take on compensatory function, or may at others serve a satisfactory, non-monetary function (e.g. for some non-biological dynamic-relational damages for which it may not be possible to estimate a market value). But when it comes to criminal damage, whether it be patrimonial or not, contractual or extra-contractual, compensation fulfils a principally preventive-punitive function as an accessory sanction with respect to the specific crime in question. On this basis, then, an indication is needed of the parameters the judge should adopt to evaluate and compensate these new forms of damage.

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