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È risarcibile iure hereditario il danno da morte o il danno (“biologico irreversibile”) da lesioni mortali?
SKU: 9917205008
Viglianisi Ferraro Angelo
45,99 €

Nr. Pagine:
46
Formato:
PDF
ISSN:
0393-182X
Il lavoro esamina la vexata quaestio concernente la possibilità degli eredi di ottenere il risarcimento del danno sofferto dal de cuius per la perdita immediata della vita. Una recente sentenza delle Sezioni unite della Corte di Cassazione (la n. 15350 del 22 luglio 2015) ha confermato che questa particolare categoria di danno non può essere liquidata, perché ciò contrasterebbe con importanti princípi del sistema giuridico italiano. Solo due tipi di pregiudizi appaiono risarcibili a favore della vittima delle lesioni mortali (e di conseguenza dei suoi eredi): il “danno biologico terminale” ed il “danno da lucida agonia”. C’è, tuttavia, una strada interpretativa che si può forse seguire per liquidare il danno tanatologico, senza creare crisi al sistema: è sufficiente considerare la perdita della vita, anche quando è istantanea, come un “processo mortale” iniziato con l’offesa che ha creato “pregiudizi irreversibili” all’integrità fisica della vittima.

The essay gives an overview of the old issue regarding the possibility for the heredes to claim the damage suffered by the de cuius for the (immediate) loss of life. A recent judgment of the United Sections of the Court of Cassation (sentence n. 15350 of 22 July 2015) confirmed that this particular category of harm cannot be compensated, because it would be contrary to many important principles of the Italian legal system. Only two types of damages can be recognized to the victim (and consequently to the heredes): the “danno biologico terminale” (long-term physical prejudice connected to the wrongful event leading to the death) and the “danno da lucida agonia” (moral damage related to the awareness of the incoming death). There is, nevertheless, a way which could be followed to compensate the “thanatological” damage, without crisis in the system: it is enough to consider the death, even when immediate, as a process which has begun with the injury causing “irreversible harms” to the victim’s physical integrity.
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