L’art. 614-bis c.p.c. nel diritto processuale della famiglia

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Di Bernardo Arianna
Estratto Rivista

Rassegna dell'esecuzione forzata 2/2019

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La l. 54/2006 ha introdotto nel codice di rito, ai sensi dell’art. 709-ter, un sistema progressivo di misure coercitive a garanzia dell’adempimento dei doveri genitoriali nei confronti dei figli minori, alle quali la successiva l. 69/2009 ha affiancato l’astreinte, di cui all’art. 614-bis c.p.c. Si pone il problema dell’operatività dello strumento generale di esecuzione indiretta in ambito familiare, dal quale discende l’ulteriore questione dei possibili rapporti, di compatibilità ovvero di reciproca esclusione, tra le misure di cui agli artt. 709-ter e 614-bis c.p.c. Verificata, in astratto, l’applicabilità dell’art. 614-bis c.p.c. ai doveri familiari sulla scorta della comparazione giuridica e, ritenuta superabile la rigida impostazione fondata sul principio di specialità, le considerazioni intorno ad un coordinamento delle due norme, diretto ad evitare vuoti di tutela rispetto al superiore interesse del minore, rimangono ferme anche ipotizzando un diverso inquadramento sistematico delle misure, in chiave coercitivo-riparatoria.

The Law no. 54/2006 introduced in the Italian Code of Civil Procedure (Art. 709-ter) a progressive system of coercive measures to assure the fulfilment of the parental duties towards children, to which the subsequent Law no. 69/2009 added the astreinte provided by Art. 614-bis of the Code of Civil Procedure. In this context, the problem of the functioning of the general instrument of Art. 614-bis in the family matters arises, as well as the further issue of the possible relation – in terms of compatibility or mutual exclusion – between the measures provided in Articles 709-ter and 614-bis of the Code of Civil Procedure. Once verified, in theory, the applicability of Art. 614-bis to the family duties on the basis of the comparison with other system of law, and once overcame the rigid approach based on the principle of specialty, the coordination of the two measures, aimed at avoiding gaps of protection with respect to the best interest of the child, can be possible even assuming a different nature and classification of such measures in a coercive-restorative way.

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