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Il lavoro trae spunto dal dato secondo il quale, rispetto ad un determinato contratto – specie se concluso on line – anche acquirenti/utenti, diversi dal consumatore-persona fisica che agisce per scopi non professionali, possono trovarsi, nei confronti della controparte, in una posizione di debolezza contrattuale, in grado di causare effetti negativi sia sull’equità dello scambio sia sul giusto svolgimento della procedura conciliativa. Tale situazione, da un lato, determina la necessità di ampliare la nozione tradizionale di cyberconsumatore ed, al contempo, impone di individuare non soltanto strumenti di riequilibrio del rapporto negoziale, ma anche una adeguata normativa di protezione per la risoluzione stragiudiziale di una eventuale controversia. Con riferimento a quest’ultimo profilo, viene analizzata la recente legislazione europea, nota come «pacchetto normativo ADR/ODR». Nonostante il ristretto àmbito soggettivo testualmente delineato escluda l’applicazione di tale disciplina ai rapporti BtoB, si tenta di dimostrare come, in virtú di un’interpretazione sistematica ed assiologica della stessa, sia ragionevolmente prospettabile il superamento del dato letterale e l’estensione dell’operatività, in via analogica, anche a controversie relative a rapporti sorti tra non consumatori, purché asimmetrici. L’approfondimento della menzionata normativa sollecita, inoltre, una riflessione in merito ai limiti di operatività delle ADR/ODR ai casi in cui la controversia verta sui diritti inderogabili attribuiti al consumatore e, segnatamente, sui c.dd. diritti sempre irrinunziabili. Diversamente dalla legislazione interna, infatti, la formulazione della disciplina comunitaria, se interpretata alla luce del principio costituzionale ed europeo di effettività – dalla stessa piú volte indirettamente richiamato – sembra consentire una lettura piú elastica dei limiti posti a tutela dei diritti «sempre irrinunziabili»; sí da garantire sempre la massima protezione del contraente debole, consentendo, però, agli organismi ADR di attuarla anche con strumenti giuridici diversi da quelli preposti dalla legge.

In contracts, especially if concluded online, also buyers/users, other than consumers acting for non-business purposes, may be the weak contractual parties, thus affecting both the equity of the exchange and the right course of conciliation proceedings. This situation, on the one hand, determines the need to extend the traditional notion of cyber-consumer and, at the same time, requires to identify the right tools to rebalance the contractual relationship and to set forth the adequate ADR regulation. With reference to the latter, the paper analyzes the recent European legislation on ADR and ODR. Despite the terms of the regulations seem to exclude B2B relations from their subject matter, the author argues that, by virtue of a systematic and axiological interpretation, it is reasonably possible to envisage the overcoming of such limit, thus extending their operation, by analogy, to disputes relating to non-consumers, as long the contractual relation proves asymmetric. The author also analyzes the further limits of operation of ADR/ODR to cases in which the dispute involves mandatory rights, in particular if consumers may not waive the rights conferred on them by the EU regulations. Unlike domestic legislation, in fact, the formulation of the EU rules, if interpreted in light of the constitutional and European effectiveness principle, seems to give a more elastic application of those limits established to protect the rights that “consumers may not waive”. By this way ADR entities will ensure maximum protection of the weaker party, thus applying other legal instruments than just those intended by the law.

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