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Custom-made programs, indisponibilità del codice sorgente ed approfittamento della software house: una ipotesi di abuso del diritto

SKU: 9912168002
Autore:
Lazzarelli Federica
Estratto Rivista
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37,99 €

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L’incedibilità del codice sorgente imposta dalla software house all’impresa che commissiona un software personalizzato (c.d. custom made program) costituisce una delle principali cause di squilibrio tecnologico. Tale fattore, di per sé, non inficia il rapporto negoziale. Esso si traduce in uno squilibrio contrattuale soltanto quando viene strumentalizzato dal contraente forte per trarne un indebito profitto a danno della parte debole. Ricorrendo questa eventualità, si pone l’esigenza di individuare strumenti correttivi ed integrativi di fonte eteronoma, idonei a ripristinare la giustizia dello scambio. Considerato che l’abuso di dipendenza tecnologica, traducendosi nell’esercizio scorretto della libertà negoziale e, in particolar modo, della libertà di determinazione del contenuto del contratto, rappresenta una specificazione della più generale categoria dell’abuso del diritto, un efficace strumento di riequilibrio sembra rinvenibile nella clausola generale di buona fede oggettiva, la quale, impiegata nella prospettiva assiologica, di recente sposata anche dalla Cassazione, può costituire un’incisiva garanzia di equità in tutte le fasi della vicenda contrattuale.

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