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Struttura e funzione della consulenza tecnica preventiva in materia medico-sanitaria
SKU: 9918170008
Ansanelli Vincenzo
30,99 €

Nr. Pagine:
31
Estratto Rivista

Il giusto processo civile 1/2018

Formato:
PDF
ISSN:
1828-311X

Come è noto nel corso del 2017 il legislatore italiano ha radicalmente riformato la materia della responsabilità medico – sanitaria. Sotto il profilo strettamente processuale, di particolare rilievo appare l’introduzione di un “filtro di ammissibilità” per le relative controversie risarcitorie, rappresentato dalla consulenza tecnica preventiva ex art. 696-bis c.p.c. Nelle intenzioni del legislatore tale soluzione dovrebbe consentire il perseguimento di un duplice obiettivo: per un verso, consentire, con evidenti intenti deflattivi, il raggiungimento di composizioni conciliative della lite in grado di evitare il ricorso alla tutela giurisdizionale ordinaria; e, per altro verso, salvaguardare i risultati probatori raggiunti nel corso di tale preventiva attività istruttoria. In questo contesto, il legislatore della riforma ha anche tentato di risolvere alcune cause di malfunzionamento dell’istituto disciplinato dall’art. 696-bis c.p.c., ove il riferimento è in particolare: all’attribuzione al giudice del merito (in luogo del Presidente del tribunale) del compito di gestire la consulenza ante causam; al necessario coinvolgimento di tutte le parti potenziali del successivo giudizio di merito; al potenziamento della specializzazione richiesta agli esperti, sia sotto il profilo professionale che con riguardo alle loro certificate attitudini conciliative. Il raccordo fra la disciplina contenuta nella c.d. Legge Gelli e quella del codice di rito pone tuttavia alcuni dubbi interpretativi di non agevole soluzione. Si pensi, a tale riguardo, alla necessità o non di nominare anche ante causam un collegio di periti e, più in generale, alla precisa determinazione dei poteri e delle facoltà di parti, giudice e consulente tecnico in questa fase. Si tratta, in particolare, di garantire che lo svolgimento della consulenza tecnica ante causam non si traduca nella possibilità di istanze meramente esplorative; consentendo al contempo alle parti l’esercizio nel successivo giudizio di merito di tutti i poteri attribuitigli dall’ordinamento, nel rispetto del principio dispositivo e senza alterare il corretto funzionamento delle preclusioni previste dal codice di rito.

During 2017 the Italian legislator amended the provisions concerning the medical liability. In particular, with reference to the procedural aspects, the pretrial expert witness evidence provided for by article 696-bis of the Italian Civil Procedure Code became a condition for the beginning of a medical lawsuit. The aims of the above reform are basically two: on one hand, the facilitation of a pre-trial settlement, and on the other hand the safeguarding of the evidence obtained in advance, which can be used during the envisaged trial. In the above scenario, the Italian reform tried also to solve some issues related to the application of the pre-trial expert witness evidence and, in particular: the jurisdiction of the trial judge also for the pre-trial expert witness, as well as the increase of the expertise and experience requirements needed to be considered as an expert. However, there are still some issues related to the coordination of the recent reform with the provisions of the Italian Civil Procedure Code: the powers of lawyers, experts and judges during the pre-trial phase are still unclear, as well as the possibility to appoint also in such preliminary phase a panel of experts. Moving forward, the author considers the avoidance of fishing expedition and the maintenance of the processual rights of the parties as particularly worthy of attention.

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