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Il principio generale di coerenza nella difesa della parte: nuovi approdi dell’analisi economica del diritto processuale civile

SKU: 9915470002
Autore:
Auletta Ferruccio
Issn
1828-311X
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39,99 €

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Il saggio sul principio generale di coerenza nella difesa della parte in giudizio tratta di un nuovo approdo dell’analisi economica del diritto processuale. Il tentativo è di spiegare la preclusione processuale come applicazione del principio di non contraddizione e, quindi, di riconoscere che un potere della parte non può essere più esercitato quando non è oggettivamente coerente nel tempo con una condotta tenuta precedentemente dalla stessa parte. Poiché l’analisi economica della legge processuale è fondata sull’azione di un soggetto razionale, la proposta è di interpretare la normativa processuale sempre nel senso di impedire che condotte incoerenti possano essere soltanto sanzionate sul piano personale (spese per le parti, sanzioni deontologiche per gli avvocati) ma contemporaneamente mantenere l’effetto utile loro proprio. Ricondotta la vicenda al divieto di non contraddizione, l’atto successivo e incoerente dev’essere neutralizzato e rimanere privo di ogni effetto utile per la parte che lo ha realizzato, a prescindere dall’atteggiamento soggettivo, individuale o psichico dell’agente. La inefficacia dell’atto dipende soltanto dall’infrazione al divieto di venire contra factum proprium, senza alcun riferimento alla buona fede personale ma alla situazione svantaggio altrui o del sistema giudiziale in sé rispettivamente procurato in violazione del divieto di non contraddizione. Ciò in quanto la mediazione dell’avvocato nei rapporti col giudice nasce dall’esigenza di collaborare all’erogazione del servizio di giustizia in maniera razionale in modo da preservare per quanto possibile la risorsa scarsa che è costituita dalla giurisdizione, e rendere oggettivamente «giusto» il processo anche per questa via.

The essay on the general principle of consistency in defending the litigant is a new landing of the economic analysis of the procedural law. It tries to explain the procedural estoppel in the light of the principle of non-contradiction, and therefore, to demonstrate that a power of one party can no longer be exercised when it is not consistent with another previously conducted by the same party. Since the economic analysis of law is founded on a rational subject, the proposal is to interpret the procedural system in the sense of preventing effects of any inconsistent conduct regardless to sanctions for parties or lawyers, which may also have. In accordance with the principle of consistency, an incoherent act must be neutralized and remain devoid of any useful effect for the party that has made it, whatever subjective, individual or psychic attitude of the agent. The ineffectiveness of the act only depends on the violation of the ban of venire contra factum proprium, without any reference to individual good faith; regard must be had to disadvantage (to the other party or the judicial system) caused by the violation. This is because the mediation of lawyers in dealing with the judge comes from the constitutional need to provide the service of justice in a rational manner so as to preserve as much as possible the resource that jurisdiction represents. The first criterion for use of a scarce resource is to save any wastage: this is a new way to the fairness of the jurisdictional trial.

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20
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