L’ambito di applicazione del rito sommario di cognizione
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Metafora Roberta
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1828-311X

Il procedimento sommario di cognizione nasce nel 2009 come rito alternativo a quello ordinario nelle cause a bassa complessità istruttoria. Esso costituisce uno dei tanti tentativi cui è ricorso il legislatore contemporaneo per ridurre i tempi della giustizia civile italiana, tanto che dopo pochi anni il legislatore ha previsto: 1) l’obbligatoria adozione di questo rito anche per alcune controversie minori elencate agli artt. 14-30 del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150, c.d. di “Semplificazione dei riti”; 2) l’introduzione del nuovo art. 183-bis del codice di procedura civile, con cui ha attribuito al giudice adito con il rito ordinario il potere di disporre il passaggio al rito sommario di cognizione laddove ritenga la lite di facile risoluzione. Il crescente aumento della sfera di operatività del rito sommario rende perciò interessante una disamina attenta del suo ambito di applicazione all’interno degli affari contenziosi civili, soprattutto considerando che il rito sommario: 1) non si pone quale rito alternativo a tutte le cause civili, ma solo a quelle spettanti alla competenza del tribunale in composizione monocratica; 2) viene applicato quale procedimento a carattere necessario e non eventuale solo per le controversie minori elencate negli artt. 14-30 del d.lgs. 150/2011. Si è perciò provveduto ad esaminare approfonditamente il raggio di azione del rito sommario di cognizione, verificando, solo per fare qualche esempio, se esso sia compatibile con le cause di lavoro, le domande cautelari, gli incidenti all’interno del processo esecutivo, nonché, quantomeno de iure condendo, se esso sia applicabile al di là delle cause di competenza del giudice unico.

The summary rite of cognition was founded in 2009 as an alternative to the ordinary rite in low complexity causes. It is one of many attempts that recurred on contemporary legislature to reduce the time of Italian civil justice, so that after a few years the legislature has planned: 1) the mandatory adoption of this rite for some minor issues listed in articles 14-30 of d.lgs. 150/2011; 2) the introduction of the new art. 183-bis of the Code of Civil Procedure, which has given to the Court dealing with the ordinary rite the power to cast the move to the summary rite of cognition if it considers the dispute resolution easy. The growing increase of the summary rite’s scope makes interesting its careful examination, especially considering that this rite: 1) does not arise as alternative rite in all civil cases, but only in those pertaining to the jurisdiction of the Court in monocratic composition; 2) is applied as the necessary proceedings only for the minor disputes listed in art. 14-30 of d.lgs. 150/2011. So the aim of the A. is to examine in depth the range of the summary rite of cognition, checking, just to give an example, if it is compatible with labor disputes, interim questions, accidents within the enforcement process, and, at least de jure condendo, if it is applicable beyond the causes of jurisdiction of the court in monocratic composition.

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