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Prendendo spunto dalle ultime modifiche attinenti al giudizio di cassazione, l’autore torna sul classico tema del sindacato indiretto operato dalla Corte suprema in ordine al giudizio di fatto. Egli a questo proposito distingue tra l’obbligo di motivazione in senso formale e l’obbligo di motivazione quale esigenza di fondare le affermazioni in fatto su basi giuridicamente corrette, date da un insieme di norme e principi che il legislatore impone al giudice di osservare nel suo percorso di giustificazione delle soluzioni scelte. Quindi l’autore tende a dimostrare come il potere-dovere della C.S. di sindacare il corretto uso di dette norme e principi non sia modificabile in virtù dei diversi tenori che il legislatore possa dare all’art. 360 n. 5 c.p.c., stante l’invalicabile limite emergente dall’art. 111, 7° comma, Cost., ai sensi del quale la C.S. è sempre chiamata a sindacare ogni violazione di norma di diritto.

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