NOTA! Questo sito utilizza cookies e tecnologie simili .
Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti: cliccando su 'Approvo', proseguendo nella navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'utilizzo dei cookie. 
Per maggiori informazioni o per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa.
La libertà procreativa quale intima scelta individuale: la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale del divieto di fecondazione eterologa
SKU: 9915289009
Annunziata Arcangelo Giuseppe
16,99 €

Nr. Pagine:
17
Formato:
PDF
ISSN:
2421-2407

1. Bilanciamento dei valori e (ir)ragionevolezza del divieto della PMA di tipo eterologo. – 2. Il “tormentato” iter della l. n. 40/2004. Profili di legittimità costituzionale. – 3. Diritto alla «genitorialità» e principio di autodeterminazione. – 4. Tutela della salute: responsabilità medica e consenso informato. – 5. Stato giuridico dei nati tra «responsabilità genitoriale» e diritto all’«identità genetica». – 6. Rapporti tra legislatore, Corte costituzionale e Corti europee: verso un unitario sistema ordinamentale?

Abstract:
Il divieto assoluto del ricorso a tecniche di procreazione medica assistita (PMA) di tipo eterologo, contenuto nella l. 19 febbraio 2004, n. 40, lede la libertà di autodeterminazione e il diritto alla salute, nonché appare irragionevole giacché non necessario alla salvaguardia degli interessi del nato, dei richiedenti e del donatore di gameti che possono essere tutelati da una disciplina positiva peraltro in larga misura già predisposta dall’ordinamento. Pertanto, nel dichiarare illegittimo il divieto assoluto di fecondazione eterologa, la Corte «sgombra il campo» da un presupposto (ma non fondato) conflitto tra diritti costituzionalmente garantiti, dal momento che la proibizione della tecnica eterologa non è posta a presidio di interessi costituzionali antagonisti non altrimenti tutelabili. Invero, la PMA eterologa favorisce la vita e pertanto realizza lo scopo dichiarato dalla l. n. 40 del 2004 di superare i problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o infertilità umana. Sicché la preclusione assoluta di tale tecnica si pone in contrasto con la stessa ratio della legge, giacché irragionevolmente inibisce la genitorialità proprio alle coppie affette da piú gravi patologie, come se la maggiore «artificialità» e/o «tecnicalità» del metodo connotasse di per sé di disvalore l’atto procreativo. Con la sentenza n. 164/2014, la Corte restituisce cosí «dignità» alla libertà procreatrice: atto volitivo che si inserisce nella sfera piú intima e privata delle relazioni umane, qualunque siano le modalità con le quali il processo generativo si realizzi, e perciò sottratto all’intrusione materiale, morale e giuridica di terzi, ivi compreso lo Stato.
__________

The absolute prohibition of the use of medically assisted reproduction techniques (MAR) of heterologous type, included in Law no. 40 of 19 February 2004, limits the freedom of self-determination and the right to health. It also seems unreasonable since it is not necessary to safeguard the interests of the newborn, of the applicants and of the donor of gametes, all of whom would be protected by regulations already provided by the legal order. Therefore, by declaring illegal the absolute prohibition of heterologous insemination, the Court dispels any presumed (but unfounded) conflict concerning constitutionally guaranteed rights, since the prohibition of the heterologous technique did not aim to safeguard constitutional interests which would not be otherwise protected. Indeed, heterologous MAR promotes life and fulfils the aim stated by Law no. 40 of 2004 to overcome reproductive problems caused by sterility or human infertility. The absolute prohibition of this technique thus conflicts with the rationale of the law itself, since it unreasonably inhibits from parenthood those couples suffering from more serious diseases, as if greater “artificiality” and/or “technicality”of the method used conveyed the procreative act a negative value. With sentence no. 164/2014, the Court thus restores “dignity” to procreative liberty: a voluntary act concerning the most intimate and private sphere of human relations, whatever the means by which the generative process takes place, which needs not the material, moral and legal intrusion of third parties, including the State.

Edizioni Scientifiche Italiane E.S.I. SpA - Via Chiatamone 7 - 80121 - Napoli P.IVA: 00289510638 Copyright © All right reserved