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Ancóra sul diritto di conoscere le proprie origini
SKU: 9915289006
Pane Rosanna
20,99 €

Nr. Pagine:
21
Formato:
PDF
ISSN:
2421-2407

1. Premessa. – 2. Il favor veritatis nella riforma del diritto di famiglia. – 3. Il principio di stabilità e conservazione dello status di figlio nella riforma della filiazione. Spunti critici. – 4. Filiazione adottiva e diritto di conoscere le proprie origini. – 5. Il «parto anonimo» tra il diritto all’oblio della madre e il diritto alla conoscenza del figlio. – 6. Inseminazione eterologa e anonimato del donatore. Critica. – 7. Conclusioni.

Abstract:
La recente riforma della filiazione lodevolmente tesa a garantire gli effetti del rapporto di filiazione in una visione finalmente egualitaria, ha lasciato quasi inalterata la regolamentazione del momento acquisitivo dello status di figlio. La man cata attenzione verso tale profilo rappresenta una tra le altre occasioni perdute dal legislatore. Il principio del favor veritatis, inteso nell’accezione di conformità tra realtà giuridica e biologica nell’accertamento dello status, che aveva trovato un consistente spazio applicativo nella riforma del diritto di famiglia del ‘75, sembra allo stato aver incontrato una discutibile battuta d’arresto. Dall’analisi delle norme riformate, alcune delle quali non sfuggono a fondati dubbi di costituzionalità, la ricerca della verità sulle origini rinviene ulteriori ostacoli, che vanno ben oltre i ragionevoli temperamenti volti alla garanzia di tutti gli interessi coinvolti. Analoga prospettiva si riscontra nella filiazione adottiva. La disciplina, improntata al segreto sulle origini dell’adottato, diviene piú stringente nelle ipotesi nelle quali l’accesso alle informazioni riguardanti l’identità dei genitori biologici si scontra con la dichiarazione di voler conservare l’anonimato, resa dalla madre al momento della nascita; piú precisamente in ipotesi di «parto anonimo». L’estrema rigidità di tale disposizione, ove s’impone «un matriarcato procreativo», ha portato, dopo la condanna dell’Italia da parte dei giudici di Strasburgo, la Corte costituzionale a dichiarare non conforme a Costituzione il comma 7 dell’art. 28, l. n. 184/1983 per contrasto con gli artt. 2 e 3 cost. nella parte in cui non prevede la possibilità per il giudice d’interpellare la madre, con le cautele e nelle modalità legislativamente predeterminare, su richiesta del figlio, ai fini di un’eventuale revoca della sua dichiarazione. Decisione questa che, nel sollecitare il legislatore a intervenire in materia, indicandogli lo schema al quale conformarsi appiattito nella prospettiva dell’ordinamento francese, non sembra placare perplessità e dubbi. Infine l’analisi investe il quesito relativo ai nati da inseminazione eterologa. Anche a tal proposito si critica “l’anonimato” del donatore.
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The recent reform of filiation commendably aims to ensure the effects of the parent-child relationship in a vision finally egalitarian, left almost unchanged the acquisitive moment of the status of son. The lack of attention to this profile is one of the other lost opportunities by the legislature. The principle of favor veritatis, understood in the sense of conformity between legal reality and the biological one in the assessment of the status, which found a large application space in the reform of the family law of ‘75, seems to have been met with a questionable joke d’arrest. By an analysis on the reformed rules, some of which are not exempt from reasonable doubt of constitutionality, the search for truth about the origins recovers further obstacles which go far beyond the reasonable temperaments aimed to guarantee all the interests involved. A similar perspective is found in the adoptive filiation. The recalled discipline, based on the secret of the origins of the adopted, becomes more stringent in cases in which the access to information concerning the identity of the biological parents is faced with the will to remain anonymous, exspressed by the mother at birth; more precisely in cases of «anonymous childbirth». The extreme rigidity of that provision, where it is imposed «a matriarchy procreative», led after the condemnation of the italian’s governament by the Court of Human Rights, the Constitutional Court to declare that Constitution does not comply with paragraph 7 of article 28, l. n. 184/1983 for contrary to articles 2 and 3 cost., insofar as it does not provide the possibility for the judge to consult the mother, with the precautions and methods legislatively predeterminated, following the request of the child, for the purpose of a possible withdrawal of her statement. A decision which, in urging the legislator to intervene in the matter, indicating the pattern to be followed flattened the view of French law, does not seem to allay misgivings and doubts. Finally, the analysis involves the question relative to those born by heterologous insemination. Even in this regard the donor’s will to remain «anonymous» is not well seen.

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