NOTA! Questo sito utilizza cookies e tecnologie simili .
Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti: cliccando su 'Approvo', proseguendo nella navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'utilizzo dei cookie. 
Per maggiori informazioni o per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa.
Le relazioni economiche del minore
SKU: 9915389002
Di Sabato Daniela
28,99 €

Nr. Pagine:
29
Formato:
PDF
ISSN:
2421-2407

Il lavoro, partendo da un esame del quadro normativo riferito alle relazioni negoziali che la persona minore di età può intrecciare con il mondo esterno alla famiglia, implicanti conseguenze patrimoniali ed economiche talvolta gravose, intende dimostrare l’asistematicità e l’irragionevolezza della distinzione tra atti relativi alla sfera personale ed atti relativi alla sfera patrimoniale del minore, alla quale troppo spesso si ricorre per l’individuazione del grado di discernimento dello stesso. Oggi vi sono innumerevoli rapporti contrattuali intrapresi dalle persone minori di età potenzialmente invalidi attesa la regola generale che fissa l’acquisto della capacità di agire al compimento del diciottesimo anno di età. Sussistono, inoltre, innumerevoli rapporti contrattuali intrapresi dai genitori in nome e per conto dei minori che prescindono completamente dalla volontà o, quantomeno dall’ascolto di questi ultimi. Da questo quadro emerge l’esigenza di una rilettura delle disposizioni in tema di status del minore che consenta, ribaltando il rapporto tra le categorie tradizionali di capacità ed incapacità, di riconoscere una capacità generale di agire alla persona minore di età, mentre l’incapacità della stessa dovrebbe rappresentare un’eccezione limitata ai casi in cui la legge riservi espressamente l’attività ai genitori ovvero richieda l’autorizzazione del giudice tutelare.
__________

This paper, starting with an analysis of the rules governing contractual relations that minors may have with the world outside the family, which involve financial and economic consequences sometimes onerous, highlights that the distinction between acts relating to the sphere of the person and acts relating to the assets of the child, which too often is used to identify the level of discernment, is unsystematic and unreasonable. There are countless contractual relations undertaken by children and adolescents, potentially voidable because of the general rule fixing the achievement of the capacity of acting at the age of eighteen years. Furthermore, there are countless contractual relations undertaken by parents in the name and on behalf of children without considering his will and without listening to him. From this context emerges the need for a new reading of the provisions concerning the status of the child that allows, by reversing the relationship between the traditional categories of capacity and non capacity of acting, to recognize a general capacity to act at the child or adolescent. The non capacity of acting should be an exception limited to cases where the law expressly reserves activity to parents or requires the permission of the magistrate.

Edizioni Scientifiche Italiane E.S.I. SpA - Via Chiatamone 7 - 80121 - Napoli P.IVA: 00289510638 Copyright © All right reserved