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La Cassazione e la casa familiare: dalla opponibilità dell’assegnazione alla opponibilità della destinazione? (Nota a Cass., Sez. I, 21 maggio-11 settembre 2015, n. 17971)
SKU: 9916389008
Martone Isabella
32,99 €

Nr. Pagine:
33
Formato:
PDF
ISSN:
2421-2407

La nota esamina criticamente la sentenza con la quale la Suprema Corte, intervenendo ancóra una volta sul tema assai dibattuto dell’assegnazione della casa familiare, ribalta integralmente l’orientamento assunto nei precedenti gradi di giudizio, affermando che il convivente non proprietario dell’immobile adibito a casa familiare, in qualità di assegnatario dello stesso e di affidatario dei figli minori, può legittimamente opporsi alla richiesta di rilascio avanzata dal terzo acquirente. I giudici di legittimità pervengono a tale conclusione richiamando i princípi dettati in tema di comodato di casa familiare, considerando irrilevante ai fini dell’opponibilità, l’anteriorità del trasferimento immobiliare rispetto al provvedimento di assegnazione, in un estremo tentativo di «giustizia del caso concreto», corroborato altresí dal positivo esito dell’azione revocatoria proposta dal convivente assegnatario.

The note critically examines the judgment with which the Supreme Court, intervening again on the issue extremely debated about the allocation of the family home, overturns entirely the line taken in the previous sets of case levels, stating that the assignee cohabitant of the home and of the minor children, not owner of the property used as a family home, legitimately may go against the release request expressed by the third purchaser. The legality courts arrive at such conclusion referring wrongly to the principles indicated in terms of loan for use of the family home, denying relevance to the estate transfer precedence relative to the recognition relief, with the consequence of concluding to assert the enforceability no more the recognition but of the only function restriction given to the property, and viceversa considering the successful clawback claim brought by the assignee cohabitant, which indeed is not suitable to protect the right to continue living in the family home, in a last-ditch attempt of «justice of the concrete case».

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