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Il divieto dei patti successori istitutivi alla luce del Regolamento UE 650/2012
SKU: 9916389010
Putortì Vincenzo
32,99 €

Nr. Pagine:
33
Formato:
PDF
ISSN:
2421-2407

Il lavoro affronta il tema del trasferimento dei beni a causa di morte in via convenzionale dopo l’entrata in vigore del Ragolamento UE. 650/2012. L’A., oltre a precisare i criteri fondativi della dicotomia contratti mortis causa-contratti post mortem, si sofferma sulla valenza sostanziale e sistematica che il predetto atto comunitario riveste. In particolare, esamina la ratio del divieto dei patti istitutivi per poi valutare se, nel nostro sistema, la nullità di tali accordi derivi dalla violazione di una norma imperativa o dal contrasto con un principio di ordine pubblico, visto che il Regolamento sancisce la disapplicazione della normativa straniera solo se essa è «incompatibile con l’ordine pubblico del foro». In questa logica, si sottopone a revisione critica la tradizionale distinzione tra ordine pubblico interno e internazionale, chiarendo come quest’ultimo concetto si ricavi non già dai principi propri di un autonomo e diverso ordinamento, bensí dalle norme di matrice interna ovvero derivanti da una fonte internazionale o europea che siano state comunque recepite o ratificate dal singolo Stato nazionale. Non solo, ma l’A. sottolinea altresí come proprio il richiamo all’ordine pubblico del foro consenta di pervenire ad esiti applicativi differenziati, dovendo il Giudice pur sempre aver riguardo alla singola fattispecie per poi operare una valutazione, in concreto, degli effetti ovvero del risultato che l’applicazione della normativa straniera determina nel nostro sistema. Cosicché in presenza di un patto successorio istitutivo caratterizzato da elementi di estraneità, l’interprete dovrà non già esprimere un giudizio astratto e di principio sulla specifica disposizione applicabile, secondo un procedimento puramente sillogistico, ma procedere ad un bilanciamento dei molteplici interessi coinvolti nella singola fattispecie, sí da individuare la soluzione piú congrua e coerente con tutti i princípi e i valori che oggi costituiscono il nostro sistema ordinamentale.

The work deals with the transfer of assets upon death by agreement, after the entry into force of the EU Ragolamento. 650/2012. The A., besides specifying the founding criteria of mortis contracts dichotomy because – post mortem contracts, focuses on the substantial and systematic value that such Community act plays. In particular, it examines the rationale for the prohibition of establishing pacts and then assess whether, in our system, the nullity of such agreements resulting from a breach of a peremptory norm or contrary to a principle of public policy, since the Regulation establishes the non-application of foreign law, only if it is «incompatible with the public policy of the forum». In this logic, it shall review criticizes the traditional distinction between domestic and international public policy, making it clear that the latter concept is not already revenues from its principles of an autonomous and different sort, but from the internal rules or matrix resulting from a source international or European who were still transposed or ratified by each national state. Not only that, but the A. also points out that the very public call to order of the hole allows to achieve different outcomes applications, having the judge still have respect individual case and then make an assessment, in practice, the effect or the result that the application of the legislation foreign determines in our system. So that in the presence of an agreement as to succession founding characterized by extraneous elements, the interpreter must not already expressing an abstract judgment and principle on specific enforceable provision, according to a purely syllogistic procedure, but carry out a balancing of the various interests involved in the particular case, so as to identify the most appropriate and coherent solution with all the principles and values that today make up our judicial systems.

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