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La successione ereditaria avente ad oggetto le carte, i documenti, i ritratti e i ricordi di famiglia
SKU: 9916189007
Tuccillo Raffaele
50,99 €

Nr. Pagine:
51
Formato:
PDF
ISSN:
2421-2407

Le carte, i documenti, i ritratti e i ricordi di famiglia, pur nella loro eterogeneità, sono stati ricondotti dalla dottrina al genus dei beni familiari o speciali, che si caratterizzano per la loro inerenza alla persona e per il loro valore affettivo. Secondo un orientamento dottrinale, i beni familiari non sono soggetti alle norme in tema di successione ereditaria e non possono essere oggetto di disposizione testamentaria. Con la morte del titolare si costituisce una comunione tra i familiari, indissolubile e indisponibile, alla stregua della disciplina dello ius sepulchri. Secondo un diverso orientamento, i beni familiari entrano a far parte del patrimonio ereditario, con conseguente applicabilità delle regole successorie, e sono liberamente disponibili da parte del testatore. In mancanza di un espresso riconoscimento giuridico della categoria e salve diverse previsioni di legge – art. 514, comma 1, n. 6 c.p.c. –, gli atti che coinvolgono i beni familiari costituiscono atti dispositivi del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un bene e non sembra che dall’eventuale valore affettivo possano derivare limiti all’autonomia testamentaria ovvero deroghe al regime ordinario della successione, salve le eventuali peculiarità del procedimento divisorio. Il diritto positivo può senz’altro prevedere uno statuto di norme dirette a disciplinare una classe di beni, ma non sembra che dall’individuazione della categoria possano derivare conseguenze ed effetti giuridici non previsti dal legislatore, al quale compete anche l’individuazione degli indici di rilevanza dell’elemento personale e il superamento della classificazione tra diritti patrimoniali e non patrimoniali.
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Papers, documents, portraits and family memories, despite their heterogeneity, according to the opinion of some authors, are part of the genus of family or special goods, which are characterized by their inherent to the person and for their sentimental value. According to a doctrinal opinion, the family goods are not subject to rules of hereditary succession and they can not be transferred by testament. After the death of the owner, family goods become part of an indissoluble and unavailable communion between family members, the same as the discipline of ius sepulchri. According to the point of view of other authors, family goods become part of the inheritance and the testator may transfer them as he prefers. In the absence of different law provisions – art. 514, first paragraph, no. 6 Civil Procedure Code –, acts involving the family goods are acts by which the owner transfers the right of ownership or other real right. It does not seem that the sentimental value of family goods may limit testamentary autonomy or may modify the ordinary rules of succession. The law can certainly predict a statute of rules designed to regulate a class of goods, but legal effects not provided by the same law can not derive from the identification of the class.

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