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I vizi formali in base all’art. 21 octies della Legge 241/1990
SKU: 9914173008
Michelotti Carmen
45,99 €

Nr. Pagine:
46
Formato:
PDF

I vizi formali in base all’attuale formulazione dell’art. 21 octies secondo comma della legge 241 del 1990 possono fondare una pronuncia di annullabilità solo in determinate ipotesi. Sulla concreta individuazione delle medesime vi sono opinioni discordanti sia in dottrina che in giurisprudenza. Lo scritto propone un’ipotesi interpretativa della norma in base alla quale vengono distinti i vizi formali invalidanti e non invalidanti. Più in particolare, l’autrice sostiene che tale norma ridisegna i contorni della violazione di legge sancendo l’originaria validità delle ipotesi riconducibili al secondo comma dell’art. 21 octies e che l’annullamento è una sanzione da applicare solo se, senza la violazione, il contenuto precettivo dell’atto finale, la norma del caso concreto, sarebbe stata comunque identica. Conseguentemente la medesima afferma che devono considerarsi legittimi gli atti adottati in presenza della violazione di una norma procedurale se la violazione non ha palesemente influito sulla decisione amministrativa, sulle valutazioni della pubblica amministrazione, sul bilanciamento degli interessi in gioco, o perché tale bilanciamento è assente (attività vincolata in astratto ed in concreto), o perché l’esito del bilanciamento che astrattamente spetterebbe alla pubblica amministrazione (attività discrezionale) concretamente non ha alternative. L’autrice sostiene altresì, che devono considerarsi legittimi gli atti adottati in presenza della violazione di una norma relativa alla veste formale dell’atto conclusivo del procedimento se tale violazione non ha minimamente influito sulla esternazione del precetto e sulla sua intellegibilità. Nello scritto, infine, si esaminano le ricadute di tale ipotesi interpretativa sulle situazioni che più frequentemente sono ricondotte alla nozione di vizi formali.

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