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Gli accordi di collaborazione tra università e altre amministrazioni pubbliche
SKU: 9912373002
Sticchi Damiani Ernesto
35,99 €

Nr. Pagine:
36
Formato:
PDF

Esaminando molteplici fonti normative (statali e regionali) e comunitarie, normative e giurisprudenziali, il saggio affronta la questione delle condizioni e dei limiti di ammissibilità di un partenariato convenzionale tra soggetti pubblici, ex art. 15 della nostra legge sul procedimento ammini- strativo, che non violi e non eluda il diritto sovranazionale e nazionale sulle procedure di evidenza pubblica per la fornitura di beni e servizi. L’ipotesi di lavoro è presa in considerazione con particolare riferimento alla prestazione di servizi di ricerca da parte delle università, che tra le possibilità di partenariato orizzontale tra pubblico e pubblico appare una delle più interessanti, oltre a essere, da qualche tempo, sotto i riflettori, sia in sede domestica che sovranazionale, delle supreme istanze giurisdizionali. Con riferimento alla fattispecie la ratio degli accordi di cui all’art. 15 l. 241/1990 sembra quella per cui, se non si favorisce alcun privato rispetto ai suoi concorrenti, bensì si realizza una forma di collaborazione circoscritta a enti pubblici, allora non si dà elusione dei principi di evidenza pubblica che ispirano la normativa comunitaria e nazionale in materia di appalti pubblici dandosi luogo a un’autoproduzione e non a un’eteroproduzione dei servizi. Ciò risulta peraltro sostenibile a determinate condizioni: che l’accordo sia finalizzato al perseguimento di un interesse pubblico effettivamente comune ai partecipanti; che alla base dell’accordo vi sia un’effettiva divisione di compiti, che devono essere svolti da tutte le parti contraenti, secondo le rispettive finalità istituzionali; che i movimenti finanziari si configurino non già come corrispettivo, ma come ristoro di spese effettivamente sostenute, dovendosi escludere a priori la realizzazione di un profitto.

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