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Sviluppo senza pianificazione
SKU: 9912273005
Parisi Antonio
126,99 €

Nr. Pagine:
127
Formato:
PDF

Il saggio, dopo aver introdotto in termini problematici il tema della pianificazione urbanistica relativa agli insediamenti produttivi dalla l. n. 1150/42 alla normativa di settore, evidenziando l’indirizzo legislativo volto a favorire la localizzazione degli impianti produttivi, introduce la figura organizzativa dello Sportello Unico per le attività produttive introdotta dal d.P.R. n. 447/98, come riformulato dal d.P.R. n. 440/2000 ed ulteriormente modificato di recente, analizzando i singoli moduli di semplificazione procedimentale previsti e le modalità di ricorso all’autocertificazione. Dopo essersi soffermato sulla nozione omnicomprensiva di attività produttive recepita dal d.P.R. n. 440/2000 – che supera la distinzione, anche ai fini urbanistici, tra industria, commercio e servizi – lo studio funditus esamina nel dettaglio la specifica ipotesi della variante «semplificata» disciplinata dall’art. 5 del d.P.R. n. 447/98, che consente di apportare variazioni puntuali agli strumenti urbanistici laddove, nell’ambito territoriale di riferimento, non sussistano aree idonee ad accogliere insediamenti produttivi e sempre che l’intervento sia conforme alla normativa ambientale, igienico-sanitaria e di sicurezza sul lavoro. Vengono, quindi, delineati i caratteri dell’istituto della Conferenza dei servizi «derogatoria», così come enucleati dalla copiosa giurisprudenza intervenuta in ordine all’applicazione della norma, sia in relazione ai presupposti sostanziali che al procedimento, evidenziando i caratteri dell’istruttoria a cura del Responsabile del procedimento, del ruolo di impulso e di proposta della conferenza dei servizi, infine, dell’ambito decisorio assegnato al Consiglio comunale, soffermandosi sulla natura del potere discrezionale conferito e sulla portata dell’onere motivazionale cui soggiace tanto l’accoglimento quanto il rigetto della proposta di variante. Una particolare attenzione è dedicata alla salvaguardia delle prerogative delle Regioni, specie nell’ambito mutato assetto delle competenze alla luce della riforma del titolo V della Costituzione, alla stregua dei principi sanciti dalla sentenza della Corte costituzionale n. 206/2001 e dei successivi sviluppi giurisprudenziali relativamente alla scelta di talune Regioni di circoscrivere o limitare l’ambito applicativo della disposizione derogatoria esaminata. Nelle conclusioni, infine, il saggio analizza l’istituto, specie in relazione alle sue potenzialità applicative ed ai possibili abusi cui può prestarsi, rilevando il conflitto tra pianificazione territoriale e localizzazione di impianti produttivi in variante agli strumenti urbanistici, che porta a scardinare in qualche modo la stessa funzione della pianificazione urbanistica concepita come modalità ex ante di organizzazione delle risorse territoriali. In definitiva, alla luce delle indicazioni fornite dalla giurisprudenza, anche per arginare fenomeni distorsivi nell’applicazione della norma e possibile effetti speculativi, viene prospettato un percorso ricostruttivo volto a proporre equilibrio difficile e virtuoso nella concreta applicazione di una disposizione normativa, la quale, da un lato, può rappresentare la negazione della pianificazione urbanistica, dall’altro, è in condizione di essere uno strumento di impulso allo sviluppo, che possa fondarsi sulla concertazione delle scelte localizzative, conciliando le esigenze produttive con l’interesse pubblico a mitigare l’impatto territoriale delle stesse e ad implementare i servizi alla collettività in termini infrastrutturali. Si rileva, a conclusione del lavoro, che la portata della conferenza dei servizi derogatoria ex art. 5 non può essere disgiunta, sul piano sistematico, dall’introduzione di una «conferenza dei servizi pianificatoria» (art. 2 del d.P.R. n. 447/98), che ex ante individui in linea generale e non puntuale le aree del territorio più idonee ed adatte ad accogliere insediamenti produttivi. Accanto ad uno strumento pianificatorio ad hoc, che si affianca a quelli già previsti e la cui rilevanza è stata generalmente trascurata e sottovalutata, infatti, viene giustificato e concepito una strumento derogatorio di localizzazione (e non di astratta zonizzazione) di specifiche attività produttive, che può essere residualmente utilizzato laddove la pianificazione di settore sia carente o addirittura inesistente.

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