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Il Codice del processo amministrativo ha sancito il principio dell’inderogabilità della competenza e della sua rilevabilità d’ufficio. Tale principio, nettamente distinto da quello processualcivilistico, induce a soffermarsi sulla specialità del giudice amministrativo: specialità che non sta tanto nel particolare rapporto del giudice con il potere ma nel rapporto con le «collettività» e con il «territorio». Sotto tale profilo, profondi dubbi, anche di costituzionalità, sorgono in merito alla concentrazione di materie riservate dal Codice alla competenza funzionale del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio e al conse- guente «allontanamento» del luogo della decisione dalla sede degli interessi oggetto di giudizio. Le perplessità sono ancora più forti ove si consideri che la prossimità del giudice con i territori consentirebbe un accesso più efficace al «fatto», indispensabile nel momento in cui, così come recentemente rilevato dall’adunanza plenaria, il giudizio amministrativo è volto a «scrutinare la fondatezza della pretesa sostanziale azionata» e l’interesse legittimo è «la posizione di vantaggio riservata ad un soggetto in relazione ad un bene della vita interessato dall’esercizio del potere pubblicistico».

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