La dirigenza pubblica nell'ordinamento italiano attraverso il difficile rapporto tra politica e amministrazione
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Mone Daniela
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82
Estratto Rivista

Diritto e processo amministrativo 2/2011

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Nello scritto viene affrontato il tema del rapporto fra politica ed amministrazione attraverso l' analisi della disciplina della dirigenza pubblica. La disciplina che appare coerente con il modello di amministrazione previsto nella Costituzione italiana si caratterizzerebbe per l'essenzialita del principio di distinzione fra competenze politiche e competenze tecniche, dunque, fra politici e dirigenti. Tale modello che risulta dal combinato disposto degli artt. 95, 97, 28 e 98 della Costituzione si distingue tanto da quello che prevede un'amministrazione serva del potere politico, quanto da quello che postula un' amministrazione autonoma dallo stesso: la pubblica amministrazione e strumento di attuazione dell'indirizzo politico fissato da organi politici nel rispetto del principio di uguaglianza. In tal senso, soltanto una pubblica amministrazione caratterizzata dal requisito dell'imparzialita puo assicurare che siano garantiti eguali diritti a tutti i cittadini. L' attuazione del modello costituzionale, dunque, richiede che siano rispettati principi ben definiti, quali il principio del pubblico concorso e, dunque, quello meritocratico e di conseguenza esclude istituti quali la nomina fiduciaria e lo spoils system chiaramente contrastanti con i primi. In sostanza perche il modello si attui e necessario distinguere a monte ambiti di competenza politica da ambiti di competenza tecnica: gli obiettivi politici vanno fissati chiaramente in sede politica quindi realizzati in sede tecnica da parte di dirigenti capaci, meritevoli, ispirati al principio di imparzialita e di buon andamento. Perche tale sia l' operato dei dirigenti e chiaro che lo stesso non puo essere sottoposto a giudizi discrezionali del soggetto politico che possa disporre del rapporto lavorativo del dirigente, appunto, secondo criteri discrezionali. II conferimento dell'incarico, il rinnovo, la revoca vanno agganciati a sistemi di valutazione obiettivi delle performance dei dirigenti: in tale ottica, il d.lg. n. 150 del 2009, pur con diversi limiti, risulta coerente col cammino intrapreso
da lungo tempo nella direzione di un rapporto politico-dirigente fondato SU elementi obiettivi. Tale cammino, peraltro, non e sempre stato lineare ma caratterizzato da elementi di fiduciarieta che lo hanno allontanato dalla meta: da ultimo il d.l. n. 78 del 2010 segna un chiaro regresso rispetto ai risultati raggiunti negli ultimi anni a livello normativo, anche in recepimento della giurisprudenza costituzionale in materia.

This essay deals with the relationship between politics .and administration through the analysis of the legal provisions· ol1 public management. The Italian Constitution deems essential and pivotal the principle of distinction between political and technical skills, i.e. between politicians and managers. As a matter of fact, this principle is enshrined in Articles 95, 97, 28 and 98 of the Constitution, and rebuffs both the idea of a public administration submitted to the political power and the idea of a public administration completely independent from it: public administration should be considered a mean to implement political guidelines envisaged by political bodies while respecting the principle of political equality. Thus, only a government characterized by the requirement of impartiality can ensure that equal rights are guaranteed to all citizens. The implementation of the constitutional model, therefore, requires the respect of well-defined principles, such as the principle of open and public competition that endorses the protection of merit against the appointment of autocrats on a personal and trust scale characterizing the spoils system. In order to make the principle of distinction between politics and administration effective, it is first necessary to distinguish the scope of political power from the scope of administrative power: the policy objectives are clearly set out at the political level, and are subsequently implemented by administrative functionaries endowed with technical skills and able to respect the principle of impartiality and the principle of a sound administration. Against this backdrop, administrative functionaries should not be subjected to discretionary judgments of the political entity that can have the working relationship with them. The appointment, the renewal, and the revocation of administrative functionaries and managers should be based on a system of objective assessment of the performance of managers: the Legislative Decree No 150 of 2009, albeit with some limitations, seems to be consistent with this path. Nevertheless, the last Decree Law No 78 of 2010 - following the constitutional jurisprudence in this area - marks a clear step backwards compared to the results achieved in recent years by regulations, undermining the support of the objectivity
and impartiality of public administration in favor of personal and trust-based appointment of functionaries.

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