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Nuove prospettive per i domini collettivi

SKU: 9920273001
Autore:
Crosetti Alessandro
Estratto Rivista

Diritto e processo amministrativo 2/2020

Issn
1971-6974
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49,99 €

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Le terre e gli antichi domini di uso civico (già disciplinati da una vecchia legge del 1927) dopo un lungo periodo di appannamento e di emarginazione (anche culturale) hanno ripreso a rivestire interesse (anche per il diritto) con il riconoscimento delle oggettive valenze paesaggistiche e ambientali dalla seconda metà dello scorso secolo (1985-1999). Recentemente il legislatore italiano, con la legge n. 128 del 2017, ha, tuttavia, mostrato nuova attenzione nei confronti dei domini collettivi, tramite il riconoscimento della personalità giuridica e della autonomia statutaria e regolamentare. Strumenti oltremodo rilevanti per meglio perseguire sia gli obiettivi organizzativi che gestori schiudendo nuove ed inaspettate prospettive nel pluralismo istituzionale. La novella legislativa, consapevole del fitto e appassionato dibattito sulla natura e rilevanza dei c.d. «beni comuni», ha ritenuto, anche su indicazioni di recente dottrina e giurisprudenza, di inserire le terre di uso civico nella categoria dei «beni collettivi» ad appartenenza diffusa, in funzione di obiettivi di solidarietà sociale ed ambientale ormai diffusamente percepiti. Lo studio si propone di esaminare questo percorso evolutivo non solo alla luce degli orientamenti legislativi ma anche tenendo conto dei vari apporti della dottrina e giurisprudenza su una tipologia di beni che si pone, in modo del tutto atipico, nella tradizionale dicotomia «proprietà pubblica- proprietà privata», aprendo nuovi scenari nel panorama degli attuali assetti codicistici.

Lands and ancient civic-purpose domains (regulated by an old Law from 1972) after a long time of obliviousness and marginalization (cultural too) have started to get interest (also from a legal perspective) with the recognition of landscape and natural values since the second part of the last century (1985-1999). However, recently, the Italian legislator, with the Law n. 128 from 2017, has started again to focus on commons domains, thanks to the recognition of their legal personality and statutory and regulatory autonomy. These features are relevant tools to foster organisational and managerial goals, which will be able to open new perspective in such institutional pluralism. The new legislation, aware of the dense and passionate debate about the nature and relevancy of so called «common domains», taking into account recent doctrine and jurisprudence, has considered to include the lands of civic usage in the category of «commons domains» of pervasive belonging because of the shared social and environmental goals that are now widespread perceived among societies. The study aims at examining such evolutionary journey, not only in the light of legal orientations, but also taking into account the contributions coming from doctrine and jurisprudence. This because of the nature of such goods, that are difficult to set within the traditional dichotomy «public vs private property», therefore opening new scenarios in the landscape of actual regulatory settings.

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Nr. Pagine
42