Potere amministrativo e tutela delle relazioni familiari, tra esigenze di ordine pubblico e «superiore interesse» del minore straniero
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Interlandi Margherita
49,99 €

Nr. Pagine
27
Estratto Rivista

Diritto e processo amministrativo 1/2018

Issn
1971-6974

Il contributo analizza il problema dei limiti del potere amministrativo in materia di libertà di soggiorno e di espulsione degli immigrati dinanzi all’esigenza di tutela del «superiore interesse» del minore. Infatti, il generale inasprimento del trattamento degli stranieri irregolari, motivato probabilmente anche da «spinte» emotive collegate, purtroppo, all’intensificarsi nell’ultimo periodo di episodi terroristici, produce un impatto negativo sui diritti fondamentali dei minori, che, dinanzi ai provvedimenti di allontanamento nei confronti delle persone a cui sono affettivamente e stabilmente legati, si ritrovano, privi di figure adulte di riferimento o, il più delle volte, costretti ad uno sradicamento dal Paese e dal contesto sociale ed affettivo in cui si sviluppa la loro personalità. In questa prospettiva, il saggio analizza la giurisprudenza della Corte europea sulla tutela della vita familiare e privata riconosciuta dall’art. 8 della CEDU, evidenziando il consolidamento della tesi, confermata anche dalla giurisprudenza costituzionale e di merito, che il «superiore interesse» del minore straniero si realizza, innanzitutto, nel rimanere nel contesto familiare di riferimento, pure là dove questa sia irregolarmente stabilita in altro Paese. Da ciò discende, quindi, che la tutela dell’unità familiare costituisce un limite significativo al potere amministrativo, volto all’adozione dei provvedimenti che regolano la libertà di soggiorno e l’espulsione degli immigrati, obbligando l’autorità pubblica a ricercare sempre un effettivo bilanciamento tra interesse all’ordine pubblico e alla sicurezza e interesse all’unità familiare. Tuttavia, l’indagine sui profili processuali della tutela degli immigrati, porta a ritenere che la possibilità di garantire un’effettiva protezione giuridica al minore straniero risulta compromessa dal sistema giurisdizionale avverso i provvedimenti espulsivi, caratterizzato sia dalla rammentazione delle sedi di tutela e dal mancato raccordo tra giudizi che vertono sulla legittimità di provvedimenti tra di loro connessi (diniego di permesso di soggiorno e decreto di espulsione), sia dalla mancata previsione di quelle garanzie fondamentali per l’esercizio del diritto di difesa (come la tutela cautelare, l’appello, il diritto al contraddittorio). In questo contesto, però, una luce di speranza si intravede all’orizzonte, all’indomani dell’approvazione del disegno di legge sui minori non accompagnanti, approvato il 29 marzo 2017. Tale provvedimento legislativo, infatti, pur se riferito ad una particolare situazione del minore immigrato, relativo all’assenza di figure adulte di rifermento, rappresenta un importante passo in avanti verso la effettiva e sostanziale uguaglianza tra minori stranieri e minori italiani o dell’Unione europea.

The article analyzes the problem of the limits of administrative power on freedom of residence and expulsion of immigrants faced with the need to protect the «primary interest» of the minors. In fact, the general tightening of irregular foreign treatment, also probably motivated by emotional «pushes» related, unfortunately, to the intensification in the last period of incidents of terrorism, produces a negative impact on the fundamental rights of minors. Such persons, faced with removal orders against people that are affectively and firmly tied, are thus devoid of adult reference figures or, more often, forced to an expulsion from the country and the social and emotional context in which they develop their personality. In this perspective, the essay analyses the case law of the European Court on the protection of private and family life recognized by art. 8 of the European Court of Human Rights, highlighting the thesis, which is confirmed by case law, that the «primary interest» of the foreign minor is realized, first of all, to remain in the family context of reference, well where this is irregularly established in other country. Therefore, the preservation of family unity constitutes a significant limitation to the administrative power, aimed at adopting measures which regulate the freedom of residence and the expulsion of immigrants, forcing the public authority always seek an effective balance between the interest of public order and security and interest to family unity. However, the investigation of procedural protection profiles of immigrants leads us to believe that the ability to guarantee effective legal protection to foreign minor is compromised by the judicial system against expulsion measures, characterised both by the fragmentation of protections and by the failure to link between judgments concerning the legality of measures between them relating (denial of residence permit and expulsion), both by the failure prediction of those fundamental guarantees for the exercise of the right of defence (as precautionary measures, the appeal, the right to be heard). In this context, however, a hope seems to be after the approval of the law on minors not accompanied on 29 March 2017. This law, although referred to a particular situation of minor immigrant on the absence of adult reference figures, represents an important step towards the effective and substantial equality between foreign, Italian and
European minor.

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