La posizione istituzionale dell’amministrazione pubblica e la Costituzione
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Longobardi Nino
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Nr. Pagine
18
Estratto Rivista

Diritto e processo amministrativo 1/2018

Issn
1971-6974

Quali «punti fermi» in merito alla collocazione istituzionale dell’amministrazione pubblica è possibile trarre dai principi e dalle norme della Costituzione? Ne risulta indicato un modello stabile, «puro» di amministrazione? Impedito o consentito l’affermarsi di una relativa indipendenza dell’amministrazione? Per rispondere a queste domande, divenute di grande attualità a seguito dell’emersione del fenomeno delle autorità amministrative indipendenti, lo studio evidenzia in primo luogo che i dettati costituzionali relativi ai sistemi riconducibili ad un comune «modello occidentale» devono essere letti alla luce di due «costanti» che costituiscono i principi di fondo di un’amministrazione di tipo liberale: subordinazione, separazione. Dopo aver chiarito che gli artt. 97 e 98 della Costituzione affermano con forza l’esigenza di separazione fra politica e amministrazione, lo studio volge alla ricerca delle indicazioni che la Costituzione offre in ordine agli assetti dell’amministrazione pubblica. La complessità della posizione dell’amministrazione emerge dalla Costituzione, nella quale non è rinvenibile un modello stabile, «puro», di amministrazione – organizzazione amministrativa. La Costituzione non pone «modelli» di amministrazione, ma indica piuttosto le esigenze da soddisfare, dalle quali occorre partire per la definizione della modellistica istituzionale. L’amministrazione ministeriale è recepita in Costituzione, ma i suoi connotati sono soggetti ai mutamenti indicati dagli artt. 97 e 98. I principi di buon andamento ed imparzialità, di cui all’art. 97, e l’art. 5 pongono il problema della corretta posizione degli enti pubblici rispetto all’amministrazione ministeriale, mentre la riconduzione necessaria di essi alla responsabilità ministeriale deve ritenersi sprovvista di fondamento costituzionale. Viene quindi messo in luce il ruolo centrale assegnato alla legge dall’art. 97 c. 2 Cost. e connotato dai principi di buon andamento ed imparzialità. Il legislatore, a partire dalla considerazione delle diverse funzioni ed in correlazione ad esse, è chiamato alla definizione di idonei modelli organizzativi e di modelli generali d’azione dell’amministrazione, difendendo in tal modo anche il ruolo autonomo dell’amministrazione. In questo quadro, gli artt. 97 e 98 Cost. e, almeno in parte, anche l’art. 5 Cost., offrono uno spazio per amministrazioni in posizione di relativa indipendenza rispetto all’autorità politica, sottratte in particolare all’indirizzo governativo. Amare considerazioni sull’attuazione della separazione fra politica e amministrazione e sulla politicizzazione dell’amministrazione, spinta a livelli prima impensabili, inducono a sottolineare il necessario punto di partenza per riprendere la strada indicata dalla Costituzione: un Parlamento autorevole, che non può essere tale se non è autenticamente rappresentativo.

What kind of «reference points» on the institutional configuration of public administration can be drawn from the principles and provisions of the Constitution? In this context does this mean a «pure», stable model of administration? Is a relative independence of public administration prohibited or permitted? To answer these questions, which have become of major interest as a result of the emergence of the phenomenon of independent administrative authorities, the study shows firstly that constitutional provisions pertaining to a «western model» must be read in the light of two ever-present factors that constitute the underlying principles of a liberal public administration: subordination and separation. After clarifying that articles 97 and 98 of the Constitution affirm the need to keep politics and administration separate, the study analyses the guidelines that the Constitution provides for the way public administration is structured. The complexity of the position of public administration emerges from the Constitution, in which a «pure», stable model of administration/administrative organization is not to be found. The Constitution does not pose «models» of administration, but it indicates the needs to be met, on the basis of which it is necessary to start. defining institutional models. Ministerial administration is incorporated in the Constitution, but its characteristics are subject to changes indicated in articles 97 and 98. The principles of good performance and impartiality, under art. 97, and art. 5 pose the problem of the correct stance of public authorities vis-àvis ministerial administration, while the requirement that such bodies be under ministerial responsibility has no constitutional basis.The paper then highlights the central role assigned to the law by article 97, section 2, of the Constitution which is characterized by the principles of good performance and impartiality. The legislator, starting from the consideration of the various functions pertaining to public administration, defines suitable organizational models and general models of administration, thereby defending also its autonomous role. In this context, articles 97 and 98 of the Constitution and, atleast in part, also article 5 of the Constitution, provide a space for administrations that is one of relative independence from the political authorities, in particular with respect to government policy. Discomforting considerations concerning the effectuation of the separation between politics and public administration, as well as the politicization of public administration which has now reached previously unthinkable levels, lead to the identification of the starting point that is necessary in order to resume the path indicated by the Constitution: an authoritative Parliament, which can only be such if it is genuinely representative.

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