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L’ordine di trattazione dei ricorsi tra storia e sistema
SKU: 9916273012
Presutti Luca
86,99 €

Nr. Pagine:
87
ISSN:
1971-6974

Le decisioni dell’Adunanza Plenaria nn. 7 e 9 del 2014 hanno inteso risolvere la problematica inerente l’ordine di trattazione dei ricorsi, provocando la parcellizzazione della procedura di gara ai fini processuali, da cui sorge la necessità di ricomporre il sistema ed individuare una disciplina unitaria, sebbene articolata, che regoli l’ordine di esame tra ricorsi reciprocamente escludenti, anche in seguito ad alcune pronunce dei giudici amministrativi successive, che hanno parzialmente disatteso le ricadute dei principi enunciati dal Supremo Consesso della giustizia amministrativa. La sussistenza della condizione dell’azione della legittimazione al ricorso è legata all’aderenza alla teoria causale, secondo la quale la pronuncia di annullamento si riverbera sul procedimento di gara travolgendo tutti gli atti successivi con effetti ex tunc, piuttosto che alla teoria effettuale, secondo la quale l’affermazione processuale dell’esclusione dell’avversario per effetto dell’esame del ricorso incidentale non dovrebbe delegittimare il ricorrente principale, poiché dovrebbe produrre ricadute unicamente sulla fondatezza nel merito della domanda. Il Consiglio di Stato sostiene la teoria causale, secondo la quale la legittimazione al ricorso, sia esso principale ovvero incidentale, sussisterebbe solo nell’ipotesi in cui l’avversario abbia proposto motivi basati su censure che si collochino in un segmento procedimentale successivo a quelli proposti dall’altro. Tale principio è basato essenzialmente sulle conseguenze prodotte dalla pronuncia di annullamento, che, nella concezione tradizionale, produce un’efficacia retroattiva, di tal ché la pronuncia di annullamento volta ad affermare l’esistenza di un vizio che retroagisce di più degli altri è quella che deve avere precedenza nell’ordine di esame. Tale sistema, tuttavia, nell’evoluzione giurisprudenziale, ha dato adito a situazioni di macroscopica incertezza, poiché, nel caso concreto, è davvero difficile stabilire dove finisce un segmento procedimentale e dove ne inizia un altro, in quanto, nell’indicazione delle fasi procedimentali, l’Adunanza Plenaria è sembrata abbastanza approssimativa, avendone enucleate soltanto tre e ignorando completamente sia alcune fasi precedenti attinenti alla redazione del bando che quelle successive alla valutazione dell’offerta, che pure esistono. Le notevoli incertezze, che la semplicistica suddivisione del procedimento di gara operata dall’Adunanza Plenaria ha generato, hanno indotto la dottrina più attenta ad interrogarsi sulle diverse categorie invalidanti, fino ad individuarne otto. I prossimi obiettivi della giurisprudenza saranno protesi ad individuare quali vizi costituiscono la medesima categoria invalidante, tanto da poter determinare quali ricorsi devono ritenersi simmetricamente escludenti.

The decisions of the Plenary meeting no. 7 and no. 9 of 2014 have solvedthe matter concerning the order of processing of appeals, causing the fragmentation of competitive procedures for the purposes of proceedings; as a result, there is a need to reform the system and find a unified discipline, although complex, regulating the order of examination between mutually exclusive appeals, even after some subsequent decisions of administrative courts, which partially rejected the applications of the principles enunciated by the Plenary meeting. The existence of the condition of the action of the entitlement to appeal is linked to the adherence to the causal theory – according to which the pronunciation of annulment invests the procedure of competition, trouncing all subsequent acts with retroactive effects – rather to the actual theory – according to which the procedural statement of exclusion of the opponent as a result of the examination of the cross-appeal should not undermine the main applicant, because it should produce effects only on the merits of the question. The State Council supports the causal theory, according to which the entitlement to appeal, main or incidental, exists only if the opponent has reasons based on complaints relating to the next phase of the proceedings than those proposed by the other. This principle is based essentially on the effects produced by the annulment that traditionally produces a retroactive effect; as a result, the annulment to affirm the existence of a defect which feed back more than others is the one that should take precedence in the order of examination. That system, however, in the development of the case law, has produced situations of significant uncertainty, since, in the present case, it is really difficult to determine where a procedural phase ends and where another begins. This is because, in the procedural phase indication, the plenary session has seemed quite superficial, having identified only three stages and completely ignoring both some earlier phases relating to the drafting of the notice that some subsequent to the evaluation of the offer, which also exist. The considerable uncertainty that the simplistic subdivision of the procedure of competition performed by the Plenary Meeting has generated, led the doctrine to wonder about the different categories invalidating, up to identify eight. The next targets of the case-law will be to identify which vices constitute the same category debilitating enough to determine which appeals must be symmetrically exclusionary.

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