NOTA! Questo sito utilizza cookies e tecnologie simili .
Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti: cliccando su 'Approvo', proseguendo nella navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'utilizzo dei cookie. 
Per maggiori informazioni o per negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa.
L’adunanza plenaria afferma la natura non retroattiva dell’acquisizione – ad opera della legge n. 69/2009 e del cod. proc. amm. – della natura sostanzialmente giurisdizionale del r
SKU: 9916273006
Tanda Paolo
42,99 €

Nr. Pagine:
43
ISSN:
1971-6974

L’Autore, nel richiamare la tesi sostenuta dalla Adunanza Plenaria n. 7/2015 della portata non retroattiva dell’acquisizione – ad opera della legge n. 69/2009 e del codice del processo amministrativo – della natura sostanzialmente giurisdizionale del ricorso straordinario al Capo dello Stato, analizza gli argomenti che si pongono in contrasto con tale tesi. Dalla sopraindicata portata non retroattiva deriva, relativamente ai decreti decisori di ricorsi straordinari, una diversità di disciplina tra quelli successivi e quelli precedenti alla legge n. 69/2009, in quanto solo per i primi l’Adunanza Plenaria esclude la possibilità di un intervento legislativo caducatorio. In ordine ai secondi, i conseguenti dubbi di legittimità costituzionale inducono a sollevare la relativa questione di costituzionalità. In ogni caso la stessa Adunanza Plenaria conferma la natura sostanzialmente giurisdizionale del ricorso straordinario, anche se in relazione a tale aspetto, nonostante una inconsueta convergenza tra Corte di Cassazione e Consiglio di Stato, devono registrarsi ancora alcuni dubbi. Dopo aver analizzato i diversi argomenti addotti dalla teoria favorevole e da quella contraria alla cosiddetta giurisdizionalizzazione del rimedio in esame, l’Autore sottolinea come quest’ultimo sia proiettato verso un continuo avvicinamento al ricorso giurisdizionale ordinario, escludendo comunque la possibilità di arrivare ad una commistione tra questi due istituti. Infatti, viene sottolineato dall’Autore come il ricorso straordinario debba necessariamente conservare, rispetto al ricorso innanzi al giudice amministrativo, non solo la sua autonomia, ma anche e soprattutto la sua natura di rito speciale in un unico grado incentrato sull’accordo delle parti, rispetto al quale, però, non tutte le regole e i principi del processo amministrativo risultano essere applicabili. Se è vero che con la sentenza n. 73/2014 della Consulta si è persa un’importante oc- casione per fare definitiva chiarezza in ordine alla natura giuridica del rimedio in oggetto, è altrettanto vero che è ormai indispensabile che i succitati dubbi vengano una volta e per tutte chiariti dal futuro intervento del Giudice delle leggi sollecitato dalla Adunanza Plenaria n. 15/2015. In particolare, l’Autore auspica una pronuncia che imprima il sigillo definitivo sul carattere giurisdizionale della decisione adottata in sede di ricorso straordinario e sulla natura del rimedio in esame (non di strumento di risoluzione di conflitti – come teorizzato dalla citata sentenza n. 73/2014 della Consulta – alternativo al ricorso giurisdizionale ordinario, ma) di rito speciale articolato in un unico grado e fondato sull’accordo tra le parti secondo lo schema del ricorso per saltum di cui all’art. 360, comma 2, cod. proc. civ.

The author analyzes the arguments that stand in contrast to the thesis of the Plenary meeting of the Council of State n. 7 of 2015 on the non retroactive scope of the acquisition – by the law n. 69/2009 and the code of the administrative procedure – of substantially jurisdictional nature of the extraordinary appeal to the Head of State. With regard to extraordinary appeals decision-decrees, a diversity of discipline among subsequent appeals and previous to the law n. 69/2009 derived from the above-mentioned non-retroactive effect, as only for the first Plenary meeting excludes the possibility of legislative action for annulment. As regards the second, the consequent doubts of constitutional legitimacy lead to raise its issue of constitutionality. In each case the same Plenary meeting confirms the judicial nature of the extraordinary appeal, although in relation to this aspect, despite an unusual convergence between the Supreme Court and the Council of, some doubts still exist. After analyzing the various arguments put forward by the theory favorable and contrary to the so-called judicialisation of the remedy in question, the Author points out that the latter is approaching to the ordinary judicial remedy, excluding the possibility of a fusion between these two institutions. In fact, the Author points out that the extraordinary appeal must necessarily keep, than the appeal before an administrative judge, not only its autonomy, but also and especially its nature special rite in one degree focused on agreed terms, against which, however, not all of the rules and principles of the administrative process are applicable. While it is true that with the Constitutional Court judgment n. 73/2014 the legal system has lost an important opportunity to make definitive clarity as to the legal nature of the remedy, it is equally true that it is now essential that the above doubts to be clarified once and for all from the future intervention of the Court of law urged by Plenary meeting n. 15/2015. In particular, the Author wishes to a decision regarding the final judicial character of the decision taken at the extraordinary appeal and the nature of the remedy in question (no instrument of conflict resolution – as theorized by the judgment n. 73/2014 of the Constitutional Court – an alternative to the ordinary judicial remedy, but) special rite articulated in one instance and based on agreement between the parties according to the diagram of the action per saltum under art. 360, paragraph 2, of the code of civil procedure.

Edizioni Scientifiche Italiane E.S.I. SpA - Via Chiatamone 7 - 80121 - Napoli P.IVA: 00289510638 Copyright © All right reserved