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Gli accordi amministrativi quale efficiente strumento per la gestione e la pianificazione del territorio
SKU: 9916273010
Durano Giuseppe
40,99 €

Nr. Pagine:
41
ISSN:
1971-6974

La disciplina dei vincoli urbanistici, necessari a garantire la dotazione di beni e servizi collettivi (standard urbanistici) nelle aree urbane in trasformazione, è divenuta oramai insoddisfacente sia per i suoi effetti discriminatori, sia per l’ingente esborso di denaro pubblico che comportano le procedure espropriative. Dinanzi alla necessitata esigenza di assicurare il riconoscimento dello jus aedificandi ai privati e contestualmente di garantire adeguate dotazioni territoriali nelle aree oggetto di trasformazione o riqualificazione, la pianificazione urbanistica approda a una dimensione contrattuale, dove gli accordi pubblico-privato, finalizzati alla soddisfazione degli interessi privati e dell’interesse pubblico, mirano a garantire le dotazioni territoriali utili alla città pubblica. La questione allora che è stata posta al vaglio del giudice amministrativo fino ad oggi è: fin dove le prescrizioni di piano possono condizionare l’esercizio dello jus aedificandi alla realizzazione degli extra oneri? Rispetto a queste fattispecie i giudici amministrativi si sono espressi sulla legittimità di tali previsioni, ritenendo che il perseguimento di finalità di pubblico interesse possa anche avvenire mediante l’uso di modelli privatistici e consensuali, riconducibili allo schema degli accordi di cui all’art. 11 della l. n. 241/90.

The discipline of urban planning constraints, necessary to ensure the provision of collective goods and services (urban standards) in urban areas in transformation, has become henceforth unsatisfactory both for its discriminatory effects, both for the huge outlay of public money that the expropriation proceedings determine. In the face of the need to ensure the recognition of jus aedificandi to individuals and at the same time to ensure adequate territorial allocations in the areas subject to conversion or redevelopment, urban planning reaches a contractual dimension; in this context public-private agreements – aimed at the satisfaction of private interests and the public interest – are intended to ensure territorial allocations useful to the public city. So, the question which is referred to the administrative judge is as follows: how far may the requirements plan affect the exercise of the jus aedificandi to achieving the extra charges? With respect to these cases the administrative courts have considered legitimate these predictions; according to them the pursuit of public interest objectives can also be done with the use of the private and consensual models due to the schema of the agreements referred to in article 11 of the law n. 241/90.

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