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Giurisdizione della Corte dei conti e partiti politici
SKU: 9916273002
Cintioli Fabio
17,99 €

Nr. Pagine:
18
ISSN:
1971-6974

L’articolo esamina la giurisdizione della Corte dei conti in tema di danno erariale provocato da illecito di pubblici dipendenti. Più specificamente, esso si focalizza sui confini della «relazione di servizio». Questa espressione descrive (e si compone della) connessione tra la posizione del funzionario pubblico che è responsabile del danno illecito da una parte e lo Stato e la pubblica amministrazione e gli altri enti controllati o legati alla p.a. dall’altra parte. Questa particolare relazione è il necessario ed esclusivo fondamento della giurisdizione della Corte dei conti, dato che esso è indispensabile per consentire al pubblico ministero contabile di agire per il risarcimento dei danni davanti alla stessa Corte dei conti, invece di lasciare la questione alla cognizione del giudice ordinario. Attesa una diffusa incertezza sulla classificazione degli enti identificabili come pubblica amministrazione, l’articolo affronta l’argomento relativo alla controversa inclusione dei partiti politici in questo ambito. Infatti, avendo accesso a finanziamento statale, i partiti sono stati considerati come una pubblica amministrazione in alcuni precedenti della giurisprudenza. Così facendo, queste decisioni hanno allargato la giurisdizione della Corte dei conti ai comportamenti illeciti di impiegati e funzionari dei partiti. Dopo aver passato in rassegna la legislazione ed in particolari principi dell’ordinamento italiano in quest’area ed aver menzionato alcuni dei più recenti precedenti delle Sezioni unite della Corte di cassazione, chiamata a stabilire i confini della giurisdizione contabile, l’articolo spiega il perché considera corretta la soluzione che conserva la giurisdizione del giudice ordinario in questo caso, confermando la natura soggettiva di diritto privato dei partiti politici e così la differenza dall’amministrazione a sottolineare la mancanza di uno specifico fine di pubblico interesse nelle leggi che hanno assicurato i sussidi statali ai partiti politici.

The article deals with the jurisdiction of the Italian Corte dei conti regarding the damage to the public purse provoked by unlawful conduct of public employees. More specifically, it focuses on the boundaries of the «public service relationship». This expression illustrates the link between the position of a public employee who is culpable of illegal damage on the one hand and the state and public administration and other state-owned bodies on the other. This particular relationship is the necessary and exclusive basis of the jurisdiction of the Corte dei conti, because it is necessary to allow the public prosecutor’s office to claim for compensatory damages before the Corte dei conti itself, instead of leaving the matter to the civil judge. Given that there is some uncertainty over the classification of the bodies properly identifiable as public administration, the article deals with the issue of the debatable inclusion of political parties in this field. Indeed, having access to state funds, parties have been considered as public administration by some precedents of the courts. By doing so, these decisions have expanded the jurisdiction of the Corte dei conti over illegal conduct by employees and officials of political parties. After reviewing the legislation and the particular principles of the Italian legal system in this area and mentioning some of the more recent precedents of the Sezioni unite of the Court of Cassation, which is given the power to establish the limits of the Corte dei conti’s jurisdiction, the article moves to the final considerations. Therefore, it explains why the solution which maintains the Jurisdiction of the ordinary judge in this case should be considered correct. The article reaches this conclusion by confirming the private identity of political parties and so the difference from the Administration, on the one hand, and underlining the lack of a specific public interest goal in the laws which have provided treasury funds to political parties.

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