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Usucapione e espropriazioni illegittime
SKU: 9916173003
Longobardi Nino
21,99 €

Nr. Pagine:
22
ISSN:
1971-6974

Il lavoro esamina gli sviluppi della più recente giurisprudenza e dottrina in tema di rapporti tra occupazioni illegittime di aree private da parte della Pubblica Amministrazione e usucapione. L’argomento ha acquistato notevole importanza in questi ultimissimi anni a seguito del progressivo ripudio da parte della giurisprudenza della configurazione della c.d. occupazione appropriativa (o acquisitiva) quale fattispecie acquisitiva e l’accoglimento della qualificazione della stessa in termini di illecito permanente della P.A. Il lavoro analizza il prevalente orientamento giurisprudenziale e dottrinale (del quale è espressione la sentenza delle S.U. della Cassazione 2015/n. 735) che ammette l’usucapione ventennale dell’immobile occupato illecitamente dalla P.A., e attribuisce all’usucapione stessa l’effetto di far cessare retroattivamente l’illiceità della condotta dell’amministrazione. Orientamento al quale si contrappone altro indirizzo della giurisprudenza (e della dottrina) che invece nega l’ammissibilità dell’usucapione nelle ipotesi di c.d. occupazione acquisitiva, riconoscendola nelle sole ipotesi di c.d. occupazione usurpativa. L’autore prende posizione tra le due opposte tesi, proponendo una soluzione mediana capace di conciliare il diritto di proprietà del privato garantito dalle norme CEDU e dalla Carta Costituzionale e le ragioni dell’amministrazione. A tal fine l’Autore analizza le problematiche che la materia solleva svolgendo molteplici argomenti i quali affondano le loro radici nella disciplina del diritto civile, nelle garanzie sovranazionali e costituzionali della proprietà ed infine nei principi fondamentali che regolano l’azione della P.A. L’Autore perviene quindi alla conclusione che – esclusa radicalmente in limine l’usucapione in relazione alle ipotesi di occupazione appropriativa verificatesi nel regime antecedente all’entrata in vigore del t.u. delle espropriazioni – la possibilità per l’amministrazione di usucapire l’immobile illecitamente occupato può riconoscersi soltanto in presenza di specifiche condizioni e segnatamente quando la P.A., dopo aver attivato un procedimento espropriativo che non venga poi concluso o si riveli illegittimo, dismetta esplicitamente e chiaramente il ruolo e le competenze di soggetto pubblico titolare di poteri di supremazia rendendo noto in tal modo al privato, mediante un atto di “opposizione” ai sensi dell’art. 1141, comma 2 c.c., che da tale momento la propria attività sarà retta dalla disciplina privatistica di diritto comune.

The work examines the latest developments in case law and legal theory on the subject of relations between the illegal occupations of private areas by the public administration and adverse possession. The topic has gained considerable importance in these last few years as a result of the gradual rejection by the case-law of the configuration of the socalled appropriative occupation (or acquisitive) as acquisitive present case and the acceptance of the qualification of the same in terms of permanent offence of public administration. The work analyses the case law and legal theory prevalent orientation (which is expression the judgment of Supreme Court of Cassation n. 735 of 2015) that admits twenty years of adverse possession of the property occupied illegally by the public administration and it gives to the same adverse possession the effect to stop retroactively the unlawfulness of the conduct of the administration. This is a guideline to which contrasts with other orientation of case law (and legal theory) which denies the admissibility of adverse possession in cases of so-called acquisitive occupation, recognising them only in the cases of c.d. illegal occupation. The author takes a position between the two opposing views, offering a median solution capable of reconciling the right of private property guaranteed by the rules of the European Court of human rights and the Constitution and the reasons of the Administration. To this end, the author an alyzes the problems of matter, arguing on the civil law, supra-national and constitutional guarantees of the property and finally in the fundamental principles governing the action of the public administration. In the end – excluding radically in limine adverse possession in relation to cases of appropriative occupation occurring before the entry into force of the consolidated act of expropriations – concludes that the public administration can make the adverse possession of the property illegally occupied but only under specific conditions and especially when the government, after starting a legitimate expropriation proceedings, abandonment explicitly and clearly the roles and responsibilities of public subject with powers of supremacy, communicating to the private, by an act of «opposition» under Article 1141, paragraph 2 of the Civil Code, which by that time its activities will be governed by the rules of private discipline of common law.

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