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Sulla natura assorbente del vizio-motivo di incompetenza a margine dell’Adunanza plenaria n. 5/2015
SKU: 9916173010
Coletta Marco
43,99 €

Nr. Pagine:
44
ISSN:
1971-6974

Il presente lavoro ha per oggetto il tema dell’assorbimento dei motivi di ricorso all’interno del processo amministrativo, con specifico riguardo alla natura assorbente del vizio-motivo di incompetenza relativa. È noto, a riguardo, il tradizionale orientamento della giurisprudenza antecedente al Codice, la quale, ai sensi dell’ormai abrogato art. 26, comma 2, l. 1034/1971, non dubitava della necessità di dichiarare assorbiti gli ulteriori motivi di ricorso nel caso di ritenuta fondatezza del vizio-motivo di incompetenza, dovendo quest’ultimo essere in ogni caso esaminato con priorità. L’entrata in vigore del Codice del processo amministrativo, in una con il consolidarsi del principio di effettività della tutela giurisdizionale, ha tuttavia condotto parte della dottrina e della giurisprudenza a rimeditare la tesi tradizionale, anche in ragione della mancata riproduzione dell’art. 26, comma 2, l. 1034/1971, all’interno del dettato codicistico. È in questo quadro che si inserisce la sentenza dell’Adunanza plenaria n. 5/2015 ivi in commento, la quale, chiamata a ricondurre ad unità i due contrapposti orientamenti, porta a soluzione la questione in esame attraverso un’eminente opera di bilanciamento dei principi generali che informano il processo amministrativo e conferma, da ultimo, la bontà della tesi tradizionale, ritenendo che, a tutt’oggi, il provvedimento viziato da incompetenza debba essere in ogni caso annullato con remissione dell’affare all’autorità competente, senza che il giudice possa estendere il proprio sindacato alle ulteriori censure sviluppate dalla parte ricorrente.

This article examines the issue of how the various pleas of law in the administrative action can all be disregarded where one of the pleas is caused by the motive of lack of competence. Before the entry into force of the Italian Administrative Code, the established case law on this subject matter, on the basis of the now repealed article 26, comma 2, of Italian Law no. 1034/1971, had no doubts in considering ‘unnecessary’ all remaining grounds of complaint filed where a plea of lack of jurisdiction had been submitted, since the latter had to be examined first. After the entry into force of the Italian Administrative Code and with the establishment of the principle of the effectiveness of judicial protection, part of the case law and of the doctrine on the subject reconsidered the previous trend especially because the provisions of article 26, comma 2, Italian Law no. 1034/1971 had not been repeated in the Administrative Code. It is in this context that the Plenary Meeting of the Italian Council of State in its judgment no.5/2015 reconciles the two opposing trends and solves the issue through a balancing act of the general principles underpinning the administrative proceedings. The judgment, hereby reviewed, confirms the established case law and re-affirms the principle that where an administrative act is vitiated on account of lack of competence it must be annulled and the matter must be referred to the competent authority without the possibility for the administrative judge to examine all other grounds of complaints raised by the applicant.

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