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Connessione e cumulo (condizionale) di domande nel processo amministrativo: rilievi critici
SKU: 9916173005
Picozza Eugenio
75,99 €

Nr. Pagine
76
Issn
1971-6974

L’Autore con questo contributo ha affrontato, in maniera critica, il problema della connessione e del cumulo delle domande nel processo amministrativo alla luce del rinvio operato dal codice all’art. 39 alle norme del codice di procedura civile. La base di partenza è rappresentata dalla differenza che intercorre, nel processo amministrativo, tra la giurisdizione di legittimità e quella esclusiva Riguardo in particolare la tutela degli interessi legittimi, originariamente ambito esclusivo di intervento del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 103 Cost. l’Autore ha dovuto constatare che ormai il rapporto tra la tutela degli interessi legittimi e la tutela dei diritti soggettivi è stato del tutto rovesciato ed è il diritto soggettivo ad attrarre l’interesse legittimo nell’alveo della sua tutela. Sicuramente questa inversione è dovuta principalmente alla forte influenza del diritto comunitario. Basta guardare nell’ambito dei contratti ad evidenza pubblica ove il diritto europeo considera i contratti a tutti gli effetti contratti di diritto privato ai quali si giunge mediante un procedimento amministrativo, procedimento però meramente strumentale alla stipula del contratto che rimane di diritto privato. È proprio la natura giuridica del potere amministrativo ad essere messa in discussione dall’ordinamento comunitario il quale lo considera come potere/dovere e non come esercizio di una capacità giuridica speciale. Questo sicuramente sta portando ad un progressivo e rapido allineamento dell’oggetto del giudizio amministrativo a quello del giudizio civile. E sotto questo profilo diventano simili i problemi da affrontare e risolvere negli istituti della connessione e del cumulo. Analizzando le varie ipotesi di connessione l’autore arriva ad analizzare la nuova figura della c.d. interferenza con la quale necessariamente occorrerà nei prossimi anni trovare un punto di equilibrio sempre tenendo ben presente gli istituti propri del codice di procedura civile. Tra le principali problematiche che dovranno essere sciolte vi è quella della rappresentanza legale in giudizio laddove non vi sia identità di rappresentante legale. In quel caso sarà necessario nonché doveroso presentare una nuova procura, ed eventualmente, laddove richiesta, una nuova delibera autorizzante dal momento che sempre di pubblica amministrazione parliamo. In conclusione e a personale avviso dell’Autore anche attraverso il codice del processo amministrativo continua l’opera di uniformazione delle tutele giurisdizionali amministrative a quelle civili ferma restando la diversità dell’oggetto e della disciplina sostanziale per quanto riguarda la giurisdizione di legittimità.

In this article the Author deals, in a critical way, with the issue of the connection and cumulation of claims in administrative proceedings on the basis of the referral to the Italian Civil Procedural Code as operated by art. 39 of the Italian Administrative Code. The starting point of the analysis is represented by the difference, typical of administrative proceedings, between the administrative court jurisdiction of exclusive matters and the jurisdiction on the legality of the administrative acts. As far as the protection of legitimate interests is concerned – originally one of the exclusive matters of jurisdiction of the administrative court on the basis of Art. 103 of the Italian Constitution – the Author recognizes that the relationship between the protection of legitimate interests and the protection of subjective rights has been radically changed and it is the protection of the subjective right that now includes the protection of the legitimate interest, surely as a consequence of the EU laws’ influence. An example is the public evidence contract which is considered, at EU law, a contract between private subjects notwithstanding the fact that it is the consequence of a public, and thus administrative, procedure. The EU laws question the juridical nature of the administrative power and consider it, for all intents and purposes, as a power/duty and certainly not as a special legal basis. This of course entails that the matters examined by the administrative courts are becoming more and more similar to those examined by the civil courts. Thus the issues to solve for the cumulation and connection of claims become similar. In between the various cases of connection between claims in administrative proceedings, the Author considers the case of the ‘interference’ (between administrative and civil law claims) which must be solved in the coming years. Another problem to be solved is the legal assistance and representation in court in all those cases where the legal representative is not the same. In those cases, it will be necessary to submit a new power of attorney, where required, and a new authorizing resolution (of the administrative body). The Author concludes that the harmonization between the protection of the administrative and civil interests is also carried out by means of the new Administrative Procedural Code even if the difference concerning the matters and the substantial discipline of the jurisprudence of legitimacy is maintained.

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