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La competenza inderogabile dei TAR ed il problema della connessione tra cause
SKU: 9915373027
Vitale Stefano Lorenzo
40,99 €

Nr. Pagine:
41
ISSN:
1971-6974

Prendendo le mosse dalla recente Adunanza Plenaria n. 17/2014, l’articolo affronta il problema della modificazione delle regole di competenza dei TAR a fronte di connessione fra cause, ipotesi che si verifica segnatamente in caso di impugnazione congiunta di un atto presupposto e dell’atto consequenziale. Quando per i più giudizi tra loro legati vi sono diversi fori astrattamente competenti, ci si domanda se il simultaneus processus possa realizzarsi e di fronte a quale giudice. La questione, a differenza di quanto avviene nel processo civile, non ha trovato una compiuta definizione da parte del legislatore né nella disciplina anteriore al 2010 né nel Codice del Processo Amministrativo, che, anzi, rinvigorisce il problema con la previsione dell’inderogabilità di ogni regola di competenza. Anche i correttivi al Codice non risolvono la questione, rivelandosi del tutto insufficiente – come si evidenzia nel testo – l’art. 13 co. 4bis c.p.a. Si rintraccia, tuttavia, un costante filone giurisprudenziale, avviatosi negli anni ‘70 e proseguito anche dopo l’entrata in vigore del Codice, in base al quale, in caso di impugnazione congiunta di atto presupposto ed atto consequenziale, deve realizzarsi il simultaneus processus di fronte al giudice della causa principale, salvo che non sia coinvolta una competenza di tipo funzionale la quale eserciterà sempre una vis attractiva. Tuttavia, l’Ad. Plen n. 17/2014 pone una forte innovazione con riferimento a quest’ultimo profilo, prevedendo che le ragioni della connessione prevalgano anche qualora vi sia una competenza funzionale, seppure nel caso di specie si fa riferimento alla particolare competenza funzionale prevista per le controversie in materia di contratti pubblici dall’art. 14 co. 3 c.p.a. (previsione che, peraltro, sembra contrastare con la tradizionale natura della competenza funzionale volta ad individuare ratione materiae il giudice competente, anche in deroga alle regole di competenza territoriale). L’articolo analizza tale orientamento giurisprudenziale cercando di rintracciarne un fondamento normativo – ancora non del tutto delineato nelle pronunce dei giudici – guardando alla disciplina processualcivilistica ed in particolare al regime del rapporto di accessorietà e pregiudizialità tra cause (artt. 31 e 34 c.p.c.).

Starting from the recent Plenary meeting no. 17/2014, the article addresses the problem of the modification of the competence of regional administrative courts in cases of a connection between court cases. This hypothesis occurs above all in the case of a contemporary impugnment of a presumed decision and of a consequential decision. When several courts are theoretically competent for more than one related dispute, the problem is whether we are dealing with simultaneus processus and before which judge. Unlike in the civil trial, this question has not been defined by legislation or by provisions prior to 2010, or by the Code of Administrative Procedure. Indeed, the latter further highlights the issue with the provision of the binding nature of every rule of within its competence. Moreover, the correctives to the Code do not resolve the issue, revealing that article 13, paragraph 4bis, of the code of administrative procedure is totally inadequate, as is evident in the text. However, a constant orientation in case law exists, starting from the 1970s and continuing even after the entry into force of the Code; according to this orientation, in the case of a contemporary impugnment of a presumed decision and of a consequential decision, the simultaneus processus must take place before the judge in the main proceedings, except in the case of functional competence which always exercises a vis attractiva. However, the Plenary meeting determines, in an innovative way, that the grounds for the connection also prevail even when there is a functional competence, although in this case there is a particular functional competence established for disputes relating to public contracts by art. 14 paragraph 3 of the Code of Administrative Procedure (however, this provision appears to clash with the traditional nature of functional competence in order to identify the competent judge ratione materiae). The article analyses this orientation in case law and attempts to find its legal basis – still not fully delineated in the courts’ decisions – by looking at the provisions regulating civil procedure and in particular the relationship between the ancillary nature and the preliminary nature between court cases (articles 31 and 34 of the Code of Civil Procedure).

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