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Discussioni e approfondimenti. Una mancata mini riforma della giustizia: i giudici ausiliari di appello
SKU: 9915373001
Agrifoglio Sergio
12,99 €

Nr. Pagine:
13
ISSN:
1971-6974

L’A. esamina il d.l. 21 giugno 2013 n. 69 nella parte in cui ha voluto “agevolare la definizione dei procedimenti civili, compresi quelli in materia di lavoro e di previdenza”, procedendo alla nomina di giudici ausiliari da assegnare alle diverse sezioni delle corti di appello”, le modifiche operate al d.l. in parte qua in sede di conversione (l. 9 agosto 2013, n. 98) ed il bando di concorso per il reclutamento di tali giudici ausiliari adottato dal Ministero di Grazia e Giustizia e rileva come l’originario disegno del Governo sia stato profondamente alterato, in peggio, probabilmente per le spinte della corporazione dei magistrati ordinari. Più precisamente mentre originariamente il reclutamento sarebbe dovuto avvenire, in linea prioritaria, tra la creme degli operatori del diritto, giunti al termine della loro carriera (magistrati amministrativi e contabili a riposo, avvocati dello Stato a riposo e professori universitari di materie giuridiche di prima e di seconda fascia) sollecitati a prolungare la loro vita lavorativa unicamente dalla nobile curiosità di vivere nuove esperienze nel mondo del diritto, successivamente si è favorito viceversa l’accesso dei più docili giudici onorari, perdendo così l’occasione di arricchire culturalmente il mondo dei giudicanti. Da qui si evidenziano illegittimità costituzionali della attuale normativa, anche per violazione di norme interposte.

The author examines the decree-law 21 June 2013 No. 69 in part where it facilitates the definition of civil proceedings, including those relating to employment and social security, proceeding to the nomination of auxiliary judges to assign to different sections of the courts of appeal, the changes made to the decree-law in parte qua in the conversion (law 9 august 2013, n. 98) and the notice of competition for the recruitment of these auxiliary judges adopted by the Ministry of Justice; the Author claims that the original design of the Government was profoundly altered, probably due to the interference of ordinary judges. More precisely, while originally the recruitment should take place, on the main line, among the best legal practitioners, having reached the end of their careers (administrative and accounting judges and State lawyers no longer in service, university professors of legal matters) encouraged to prolong their working lives solely by noble curiosity to live new experiences in the world of law, then conversely the access of more docile honorary judges was preferred, thus losing the opportunity to culturally enrich the world of judging. Hence the essay highlights the constitutional illegitimacy of the current legislation, even for violation of norms interposed.

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