La transazione giustiziale delle controversie di lavoro pubblico tra lacune normative e responsabilità dirigenziali
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Iacovone Giovanna
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52
Estratto Rivista

Diritto e processo amministrativo 3/2007

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II lavoro, intende contribuire ad individuare la sussistenza di eventuali cause del non entusiasmante successo applicative, quale strumento deflattivo del contenzioso, del tentativo obbligatorio di conciliazione la cui disciplina, in origine prevista dagli artt. 69 e 69 bis del d.lg. n. 29 del 1993 e succ. mod., e oggi contenuta negli artt. 65 e 66 del T.U. p.i. Le difficolta di «decollo» di tale strumento, coerenti peraltro con la tradizionale ritrosia della p.A. a concludere accordi transattivi, sono state studiate avendo riguardo alle questioni teoriche relative alla integrale applicabilita . delle categorie privatistiche ai rapporti in cui la pubblica Amministrazione svolga il ruolo di datore di lavoro. Particolare rilievo ha assunto nella ricerca la circostanza che il tema della conciliazione incrocia necessariamente la piu ampia problematica relativa alla figura del dirigente - al quale l' art. 16, co. 1 lett. f) del d.lg. n. 165/2001 attribuisce il potere di conciliare e transigere - da sempre al crocevia tra le questioni attinenti al rapporto di lavoro e quelle riguardanti l' organizzazione amministrativa, ambito in cui le scelte di privatizzazione incidono su tematiche legate alla considerazione dell'interesse pubblico.
Al riguardo, il lavoro approfondisce la questione relativa ai poteri transattivi di cui disponga il rappresentante del soggetto pubblico, ed il regime giuridico della responsabilita in cui eventualmente possa incorrere il funzionario che abbia concluso un accordo conciliativo con il lavoratore dipendente.
In tale contesto viene in considerazione la scelta del legislatore che ha previsto - quale forma di incentivo ad accedere a soluzioni conciliative - l' esonero da responsabilita amministrativa del dirigente o funzionario delegato che transiga la controversia sulla base della proposta proveniente dal Collegio di conciliazione. Dall'approfondimento della previsione normativa, guardata nel- 1' ambito del piu ampio funzionamento della responsabilita dei pubblici dipendenti nelle possibili articolazioni della stessa, sono emerse talune ambiguita onde appare circondata tale esimente, idonee a svelare l'inadeguatezza della soluzione praticata dal legislatore. Inoltre la soluzione incentivante individuata dal legislatore, allorquando la proposta di accordo provenga dal Collegio, ha indotto ad alcune riflessioni sulla natura giuridica di tale organo di conciliazione. In particolare si propone una lettura secondo la quale il ruolo del Collegio possa ascriversi in un disegno piu ampio di valorizzazione delle procedure di composizione non giurisdizionale delle controversie in cui sia parte una pubblica Amministrazione. II lavoro si conclude con alcuni spunti ricostruttivi, nella direzione della rielaborazione della attuale disciplina, cercando di andare oltre la mera «rimozione» delle differenze tra «pubblico» e «private» per approdare a soluzioni che assumano consapevolmente come proprie le peculiarita che continueranno a distinguere il rapporto di lavoro con la p.A. rispetto al contratto di lavoro con l'imprenditore.

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