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L’espansione del principio del ne bis in idem nella giurisprudenza CEDU
SKU: 9917290003
Merone Antonio
18,99 €

Nr. Pagine:
19
Estratto Rivista

Diritto e processo tributario 2/2017

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PDF

Il lavoro evidenzia come le speranze di avere un corpus normativo fiscale armonico e rispettoso dei diritti del contribuente, attraverso le procedure legislative interne appaia veramente limitato. Si sottolinea allora l’importanza della giurisprudenza della Corte EDU, capace di tirare via le incrostazioni autoritative che ancora ingessano il sistema tributario italiano. Emblematica è la storia del cumulo delle sanzioni e dell’estensione del principio del ne bis in idem. Un principio di civiltà e di democrazia che il nostro ordinamento aveva recepito fin dal 1929, ma che poi la storia repubblicana si è lasciato alle spalle, quando ha inaugurato la tecnica della legislazione che non tiene conto dell’ordinamento nel suo insieme e delle esigenze di coerenza. Nel sistema non vi era perfetta simmetria tra la disciplina sostanziale delle sanzioni e le conseguenze processuali. E proprio in questo spazio aperto (una sorta di terra di mezzo tra l’alternatività sostanziale e quella processuale) che si colloca la recente giurisprudenza della Corte EDU e della Corte UE, seguita poi dalla nostra Corte di Cassazione e dai giudici di merito nazionali, in tema di ne bis in idem, relativamente al trattamento sanzionatorio dei fatti illeciti a doppia rilevanza (penale e civile).

The work highlights how the hopes of having a harmonious tax regulatory corpus and respectful of the taxpayer’s rights, through the internal legislative procedures appear really limited. The importance of the jurisprudence of the Court of the EDU is therefore emphasized, capable of pulling away the authoritative encrustations that still engulf the Italian tax system. The history of the accumulation of sanctions and the extension of the ne bis in idem principle is emblematic. A principle of civilization and democracy that our system had implemented since 1929, but that then the Republican history has left behind, when he inaugurated the technique of legislation that does not take into account the overall system and the needs of consistency. In the system there was no perfect symmetry between the substantive discipline of sanctions and the procedural consequences. And it is precisely in this open space (a sort of middle ground between the substantial alternation and the procedural alternation) that the recent jurisprudence of the ECtHR and the EU Court is based, followed by our Court of Cassation and national judges of merit, on the subject of ne bis in idem, with regard to the sanctioning of illicit facts with double relevance (criminal and civil).

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