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Impossibilità logiche e costituzionali delle attuali norme generali antiabuso
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Versiglioni Marco
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La ricerca si propone di indagare i profili logici e normativi dell’«abuso del diritto» al fine di verificare se la recente disciplina generale antiabuso possa ritenersi costituzionalmente legittima, ossia suscettibile di rendere ‘vere’ le relazioni necessarie che essa intrattiene con i suoi parametri di validità costituiti dall’art. 23 (riserva di legge) e dall’art. 53 (capacità contributiva). Ricostruite le ‘norme d’uso del diritto’ ed osservate le ‘logiche’ tipiche implicate dall’«abuso del diritto» (quali la discrezionalità, l’anormalità, l’analogia, l’equivalenza e la metafora), lo studio riscontra apparenti criticità del concetto, in specie, ma non soltanto, nei ‘diritti con verità’, vale a dire nei diritti (come il diritto tributario italiano) che sono validi se ‘verificano’ le relazioni con i loro parametri costituzionali e invalidi se le falsificano. Quindi, formula l’ipotesi dell’esistenza, allo stato, di plurimi profili di illegittimità costituzionale delle norme generali antiabuso. Poiché la tipica logicità del diritto tributario italiano, per un verso, implicherebbe l’impossibilità di congiungere realmente all’«abuso del diritto» l’imposta (relativa alla «fattispecie aggirata ») e, per altro verso, comporterebbe la possibilità di congiungere realmente ad esso la sanzione, la ricerca osserva de iure condendo (nella prospettiva di una rimeditazione in senso costituzionale della recente disciplina) la necessità di una specifica legislazione sanzionatoria che, probabilmente, dovrebbe valorizzare anche il profilo soggettivo della ‘condotta abusiva’.

The research proposes to investigate the logical and normative profiles of “abuse of law” in order to verify if the recent anti-abuse general rules can be considered constitutionally lawful, that is, capable of ‘making true’ the necessary relations they maintain with their parameters of validity constituted by art. 23 (rule of law) and art. 53 (ability to pay). Having reconstructed the ‘rules for the use of law’ and observed the typical ‘logics’ implied by “abuse of law” (such as discretionality, abnormality, analogy, equivalence and metaphor), the study finds apparent criticalities of the concept – especially, but not exclusively – in ‘laws with truth’, that is in laws (like the Italian tax law) that are valid if they ‘verify’ the relations with their constitutional parameters and invalid if they falsify them. Hence it formulates the hypothesis of the current existence of multiple profiles of constitutional illegality in the general anti-abuse rules. Since the typical logic of Italian tax law on the one hand would imply the impossibility of actually uniting “abuse of law” and taxation (relative to the so called “reasonable operation”) and, on the other, would entail the possibility of actually uniting “abuse of law” and sanction, the research observes de iure condendo (in the perspective of a rethinking in a constitutional sense of the recent rules) the necessity for specific legislation concerning sanctions which should probably also highlight the subjective profile of the ‘illegal conduct’.

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