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I poteri del datore di lavoro tra legge e contratto
SKU: 9918150003
Balletti Emilio
49,99 €

Nr. Pagine
83
Estratto Rivista

Il diritto del mercato del lavoro 1/2018

Formato
PDF
Issn
1590-4911

Sono esaminati i sensibili mutamenti prefigurati in materia di poteri datoriali con la recente riforma del Jobs Act, quale risposta alle molteplici istanze di revisione del diritto del lavoro cd. «statutario» alla luce delle profonde trasformazioni registratesi nel tempo nella realtà socio-economica e nell’organizzazione del lavoro, anche nella prospettiva di un perseguito effetto positivo sul versante occupazionale. Sulla scorta dell’analisi dettagliata del nuovo quadro normativo è rilevato dall’A., rispetto al previgente regime dello Statuto dei lavoratori, l’ampliamento delle prerogative datoriali nella gestione della manodopera, segnatamente in tema di mansioni, jus variandi e potere di controllo, nonché di una corrispondente flessibilità e di un decremento degli standard di tutela del lavoro subordinato stabiliti dal legislatore del 1970. È valutata la portata generale e di sistema del cambiamento di scenario che si delinea in tal senso sotto il profilo delle dinamiche relazionali tra datore e prestatore di lavoro, a vantaggio delle ragioni dell’impresa, pure in forza dello stemperamento della tradizionale inderogabilità della disciplina giuslavoristica e che si evidenzia criticamente determinarsi anche a scapito per più versi del ruolo dell’autonomia collettiva; mentre perplessità sono al contempo manifestate in relazione alla stessa considerazione in sé dell’ipotesi di una rimodulazione delle tutele giuslavoristiche quale fattore di sviluppo occupazionale. Al di là del merito delle scelte e delle relative soluzioni indicate dal legislatore, sono svolte una serie di valutazioni critiche in ordine alla validità tecnico-giuridica del rinnovato regime regolamentare dei poteri datoriali ed alla sua reale rispondenza alle medesime finalità della riforma del Jobs Act, ponendo in rilievo alcuni elementi e profili di incongruenza o almeno di sua opinabile efficacia, peraltro per quanto concerne la stessa «certezza» delle norme giuslavoristiche e la correlativa limitazione del possibile sindacato giudiziale discrezionale, come noto obiettivo dichiarato da parte del legislatore del Jobs Act.

The essay examines the significant changes regarding employers’ powers made with the recent Jobs Act reform, as a response to the many requests for revision of labour law so-called «Statutory» for the profound transformations of the socio-economic reality and of the organization of work, also in view of an increase in employment pursued. By analyzing in detail the new regulatory framework, the A. notes the widening of the employer prerogatives in the management of the workforce, in particular in terms of duties, jus variandi and control power, as well as a corresponding flexibility and a decrease in the protection of subordinate employment compared to the previous employee Statute scheme. It is considered the general and systemic scope of the change that emerges from the point of view of the relational dynamics between employer and employee, to the advantage of the company’s reasons, also due to the attenuation of the traditional inderogability of the labour law, which is also determined at detriment of therole of collective autonomy; at the same perplexities are manifested in relation to the same consideration in itself of the hypothesis of a reformulation of labor law protection as a factor of employment development. Regardless of the merits of the choices and related solutions indicated by the legislator, critical assessments are carried out regarding the technical and legal validity of the renewed regulatory regime of employers’ powers and about its real correspondence to the aims of the Jobs Act reform, highlighting some elements and profiles of inconsistency or at least of its dubious effectiveness, with regard to the same «certainty» of labour law and the correlative limitation of the possible judicial discretionary union, declared objective of the legislator of the Jobs Act.

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