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Green Deal 2030 un progetto per garantire sostenibilità e promuovere un «ambientalismo maturo»

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Autore:
D'Orta Carlo
Estratto Rivista

Comparazione e diritto civile 1/2021

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2037-5662
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49,99 €

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L’Europa attraversa un periodo di trasformazioni. Le strategie economiche e legislative introdotte dalla governance dell’Unione e la crisi vissuta nel quotidiano sembrano vanificare anni di progressi economici e sociali ed evidenziare carenze strutturali derivanti, prevalentemente, dall’assenza di una visione unitaria. Difficoltà che potrebbero essere superate promuovendo interventi integrati a beneficio di singoli sistemi nazionali – seppur in un disegno strategico comune –, viepiù, adottando provvedimenti orientati a valorizzare il mercato unico, politiche commerciali comuni, l’implementazione di misure ambientali di contrasto al fenomeno del cambiamento climatico e la promozione dei valori di sostenibilità. Per il Continente europeo è giunto il momento di orientare le scelte e disegnare il futuro in settori cruciali della new economy e puntare alle tematiche ambientali, riconvertire i settori produttivi applicando strategie di economia circolare, intervenire sulla strumentazione giuridica introducendo riforme di lungo periodo e percorsi che possano garantire la transizione. Questi i presupposti che avrebbero indotto i sistemi nazionali dell’Unione ad accogliere le previsioni dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un programma di azioni che prevede entro l’anno 2030 il conseguimento di obiettivi di sviluppo sostenibile. Prende vita in Europa la stagione del Green New Deal, un periodo di riforme che conferma e legittima l’approccio olistico, condiviso e integrato alle tematiche ambientali e la necessità di innovare le legislazioni nazionali. Sarà compito del giurista comparatista rilevare gli elementi di discontinuità rispetto alle impostazioni economiche, giuridiche, sociali e in materia ambientale finora vigenti nei Paesi aderenti, altresì, accertare l’attuazione delle previsioni dell’Agenda e valutare le ricadute nei sistemi ordinamentali dei Pesi membri. L’apporto comparatistico sarà determinante. Solo in tal modo il giurista potrà cogliere le criticità e contribuire ad approntare una legislazione confacente – e risolutiva – a inaugurare la stagione del Green Deal.

Europe is going through a period of transformation. The economic and legislative strategies introduced by the Union’s governance and the crisis experienced on a daily basis seem to frustrate years of economic and social progress and highlight structural shortcomings resulting mainly from the absence of a unified vision. These difficulties could be overcome by promoting interventions for the benefit of individual national systems, albeit in a common strategic design, and by adopting measures to enhance the single market, common trade policies, the implementation of environmental measures to combat climate change and the promotion of sustainability values. For the European continent is the time to commit to developing environmental issues and reconverting the productive sectors by applying circular economy strategies through long-term legislative reforms that can ensure a transition. This is reflected in the targets of Agenda 2030 for sustainable development, a programme of actions which provides for the achievement of sustainable development objectives by the year 2030. The Green New Deal season is coming to life in Europe, a period of reform that develops environmental issues and the need to innovate national legislation. It will be the task of the Comparative Lawyer to analyse this legislative document and to detect elements of discontinuity with respect to economic, legal, social and environmental issues, as well as to ascertain the implementation of the Agenda and to evaluate the effects produced in the regulatory systems of the Member States. The contribution of the comparative method will be decisive. The jurist will be required to grasp the difficulties and help to put in place appropriate legislation to introduce the Green Deal.

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