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La disciplina dell’insolvabilité: dal ruolo della commission de surrendettement francese alle criticità della legislazione italiana

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Autore:
Pacileo Piervincenzo
Estratto Rivista

Comparazione e diritto civile 3/2020

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2037-5662
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49,99 €

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La loi 1989-1010 (la c.d «loi Neiertz») ha definito l’«endettement sur l’endettement» quale fenomeno «caractérisé par l’impossibilité manifeste pour le débiteur de bonne foi de faire face à l’ensemble de ses dettes non professionnelles exigibles ou à échoir»: in sostanza, in forza della citata loi, un consumatore che si trovi nella situazione di sovraindebitamento, ossia nell’impossibilità di far fronte alle obbligazioni assunte, può rivolgersi a una Commission de surendettement, presente sul territorio francese e coordinata dalla Banca di Francia, per iniziare una procedura gratuita; occorre però che il sovraindebitamento sia permanente, non dovuto a situazioni temporanee, e che la dichiarazione sia fatta in buona fede. In realtà, lo stato di sovraindebitamento si palesa in forza di una valutazione della situazione personale, familiare, professionale e patrimoniale del debitore e non dall’applicazione di una definizione normativa dell’indebitamento; nel momento in cui egli ritiene di non poter più far fronte ai suoi debiti, il debitore civile-consumatore, e lui solo, può sollecitare il beneficio della procedura appellandosi alla Commission de surendettement. In Italia, invece, la commissione di sovraindebitamento civile (organo amministrativo con il compito di istruire la procedura del debitore sotto l’egida giudiziale), su istanza del debitore, deve decidere l’ammissione o meno della medesima accertando la reale sussistenza dello stato di insolvenza da sovraindebitamento in capo all’istante e deve, eventualmente, individuare la soluzione di esdebitazione più opportuna, elaborando, se del caso, un piano convenzionale di risanamento oppure un procedimento di ripristino personale, con o senza liquidazione giudiziale. La disciplina del sovraindebitamento dedicata ai debitori non fallibili (consumatori, micro e piccole imprese familiari, artigiane, agricole) ha attirato l’attenzione di giuscivilisti e comparatisti in forza delle novità apportate nel contesto delle consolidate procedure concorsuali; come per tutte le innovazioni, dai commenti concernenti la legge n. 3/2012 e le sue successive modifiche ed integrazioni sono emersi pregi e difetti della stessa. Indubbiamente il ricorso a procedure semplificate di ristrutturazione dei debiti e/o di riduzione degli stessi, nel consentire la risoluzione più rapida delle situazioni «incagliate», si pone a sostegno non soltanto dei debitori civili – consumatori, segnatamente se passivi e in buona fede, ma anche dei creditori degli stessi, sia diretti che indiretti, e, pertanto, finanche dell’intera economia, attualmente in una fase di grave crisi sistemica. In reverse, possono, al contempo, palesarsi svantaggi ora connessi al rallentamento della tutela esecutiva (per il ceto creditorio), ora al peso dei costi di funzionamento che tale procedura paraconcorsuale inevitabilmente implica (per la categoria debitrice): il rischio, forse inevitabile, è che l’opportunità offerta dal legislatore abbia un’utilizzazione soltanto strumentale e defatigatoria da parte di debitori «opportunisti».

French act number 1989-1010 (know as «loi Neiertz») defined «endettement sur l’endettement» as a phenomenon «caractérisé par l’impossibilité manifeste pour le débiteur de bonne foi de faire face à l’ensemble de ses dettes non professionnelles exigibles ou à échoir»: in essence, pursuant to the aforementioned act, a consumer who is in an over-indebted situation (that is unable to meet the obligations assumed) can contact a Commission de surendettement, present on French territory and coordinated by the Bank of France, to start a free procedure; however, the over-indebtedness must be permanent, not due to temporary situations, and the declaration must be made in good faith. Indeed, the state of over-indebtedness is revealed by an assessment of the debtor’s personal, family, professional and property situation and not by the application of a regulatory definition of indebtedness; when he believes he can no longer meet his debts, the civil-consumer debtor, and only him, can solicit procedure’s benefit by appealing to the Commission de surendettement. In Italy, instead, the civil over-indebtedness commission (administrative institution which have the task of instructing the debtor’s procedure under judicial aegis), at debtor’s request, must decide whether or not to admit the same, ascertaining the real existence of insolvency state from over-indebtedness on applicant and must, if necessary, identify the most suitable «discharge solution», developing, if necessary, a conventional recovery plan or a personal recovery procedure, with or without judicial liquidation. The discipline of over-indebtedness dedicated to non-fallible debtors (consumers, micro and small family, artisans and farmers businesses) attracted attention of civil jurists and comparatists due to the novelties made in the context of consolidated bankruptcy procedures; as for all innovations, from the comments concerning the Italian act number 3/2012 and its subsequent amendments and additions emerged strengths and weaknesses of the same act.
Undoubtedly, the use of debt restructuring and / or debt reduction simplified procedures, in enabling more rapid resolution of «problematic» situations, supports not only civil debtors-consumers, especially if passive and in good faith, but also of their creditors, as direct as indirect, and, therefore, even of entire economy, currently in a phase of serious systemic crisis. In reverse, disadvantages may arise at the same time, connected now to the slowdown of executive protection (for the creditor class), now to the weight of the operating costs that this para-insolvency procedure inevitably implies (for the debtor category): the risk, probably inevitable, is that the opportunity offered by legislator has only an instrumental and vexatious use by «opportunistic» debtors.

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