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La responsabilità civile nelle professioni legali

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Autore:
Feola Maria
Estratto Rivista

Comparazione e diritto civile 3/2020

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2037-5662
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49,99 €

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Lo studio ripercorre gli itinerari della responsabilità civile degli operatori legali (avvocato, dottore commercialista, notaio) alla luce della più recente giurisprudenza e s’interroga sulla possibilità di ricostruire uno statuto unitario delle responsabilità professionali. Malgrado il revirement effettuato dalla Terza Sezione civile in tema di obbligazioni aventi ad oggetto un facere professionale, le Corti, fedeli all’orientamento delle S.U., ora ricorrono all’inversione dell’onere della prova, ispirato al principio di prossimità ed alla presunzione di persistenza del diritto, ora (ad es., nell’attività di consulenza, nella redazione di contratti e pareri, nell’adempimento degli obblighi d’informazione) ravvisano vere e proprie obbligazioni «di risultato». Questa tendenza trova conferma soprattutto nella più rigorosa responsabilità (contrattuale ed extracontrattuale) del notaio. Ma il problema giuridico essenziale consiste, ancora una volta, nella prova del nesso di causa: il cammino delle Corti dalla «certezza morale», alla «ragionevole certezza», alla «ragionevole probabilità» si conferma ondivago. Il risarcimento del danno da perdita di chance permane una soluzione auspicabile in presenza di una «incertezza eventistica», rappresentando uno strumento giusto ed efficiente di valutazione dei competing interests delle parti, espressione della generale funzione di compensation della responsabilità civile.

This study goes over the entire itinerary of civil liability falling upon identifiable legal practitioners (lawyers, chartered accounts and auditors, and notaries) in light of most recent case law and wonders about the possibility to reconstruct a uniform written code regarding professional responsibility. Despite a revirement made recently by the Third Civil Division in respect of legal obligations arising from certain kinds of professional facere, the Courts are now resorting to a reversal of burden of proof while still being loyal to the rulings of the Cassation Court in Joint Chambers. This burden is inspired by the proximity principle along with the presumed persistency of the law in matters concerning, for instance, advisory activity, drafting of contracts and opinions, or compliance with information duties, so that the Courts are now recognizing forms of legal responsibility that can be enforced by law as to «the results achieved». While this tendency specifically finds its way into contractual and non-contractual liability binding notaries themselves, the legal issue behind it essentially lies in the proof of causative nexus, signifying that the three steps along the way taken by the Courts, ranging from a «moral certainty» and «reasonable certainty» to a «reasonable likelihood», simply turn out to be wavering. In this framework, therefore, any compensatory damages necessary to indemnify a person for a particular loss of chance suffered still remains a desirable solution by virtue of «event uncertainties» (that is, the likelihood of something happening), so that monetary remedy constitutes a fair and efficient tool for assessing competing interests between the parties involved, and ultimately provides expression to the general compensatory function of civil liability.

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