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La disposizione di preferenza del testatore
SKU: 9919199007
Parini Giorgia Anna
19,99 €

Nr. Pagine:
20
Estratto Rivista

Comparazione e diritto civile 1/2019

Formato:
PDF
ISSN:
2037-5662

Il diritto successorio è governato da numerose istanze: tra i contrapposti interessi che connotano la materia spiccano, da un lato, la possibilità per il de cuius di esplicare la propria autonomia privata disponendo delle proprie situazioni soggettive; dall’altro, però, il rispetto del limite che l’autonomia del de cuius non può valicare integrato dalla tutela dei legittimari. Nel rispetto del diritto alla legittima – espressione della solidarietà familiare – il testamento, pur con i noti limiti, rappresenta lo strumento principe nel valorizzare l’autonomia privata sotto il versante mortis causa. Tra le diverse modalità tramite le quali si può valorizzare l’autonomia del testatore vi è la disposizione di preferenza, regolata dal secondo comma dell’art. 558 c.c.: la norma – nel disciplinare le modalità di riduzione delle disposizione testamentarie – sancisce che ‹‹se il testatore ha dichiarato che una sua disposizione deve avere effetto a preferenza delle altre, questa disposizione non si riduce, se non in quanto il valore delle altre non sia sufficiente a integrare la quota riservata ai legittimari››. Tale previsione attribuisce rilievo alla volontà del testatore, salvaguardando – nei limiti della disponibile – le disposizioni predilette dallo stesso. Rilevante è, dunque, indagare i crismi in presenza dei quali la fattispecie può stimarsi integrata e le conseguenze a essa connesse.

Various interests involve inheritance law: on the one hand, de cuius may dispose of his rights for the time he will pass away; on the other hand, however, he must respect the rights of the legitimate. Inheritance law serves a multiplicity of clashing interests. Above all, we can think of the interest of each person to dispose their assets at death, which has to be rec-onciled with those rights recognized by the law to heirs having a special link with the deceased (i.e. Italian “legittimari”). Despite any limitations, the will represents the main instrument in enhancing private autonomy in mortis causa matters. One of the main provision in the field is the “disposizione di preferenza” governed by art. 558(2) Civil Code. This rule tries to fulfil at best the testator’s intentions by regulating the consequences of the violation of the legittimari’s rights. Specifically, according to art. 558, “[i]f the testator has declared that the effect of one of its dispositions should be prefered to the others, this provision will not be reduced, but for the case in which the value resulting by reducing others disposition is not sufficient to integrate the reserved share”. For its role in safeguarding testator’s will, this disposition appears to be of primiary importance within the inheritance law field. Therefore, it appears crucial to analyze its scope of application and to outline possible scenarios in which it assumes a keyrole.

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