Recenti tendenze in tema di responsabilità degli intermediari di internet nella tradizione giuridica occidentale
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Petruso Rosario
32,99 €

Nr. Pagine
33
Estratto Rivista

Annuario di Diritto Comparato 2019

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PDF

Il saggio prende in esame il dibattito circa la necessità di modificare gli attuali regimi di irresponsabilità degli intermediari della rete, dibattito in corso nelle esperienze statunitense ed unitaria europea. Con riferimento all’esperienza statunitense, non è chiaro, infatti, se il ricorso sempre più frequente alla procedura di notice and take down sia sintomo del successo del sistema di notice based liability, congegnato dal legislatore federale nel 1998 o sia, al contrario, espressione del suo fallimento. In tale ottica, al fine di verificare la possibilità di transitare da un sistema di notice and take down ad un sistema di notice and stay down, il saggio prende in esame le recenti iniziative consultive, intraprese dallo U.S. Copyright Office sull’efficacia del sistema di notice based liability, previsto dalla sezione 512 del Digital Millennium Copyright Act, nonché l’interpretazione fornita dal formante giurisprudenziale relativamente a concetti chiave del circuito di riattivazione della responsabilità civile degli intermediari, quali le nozioni di “actual” e di “red flag knowledge” e l’effettività delle “repeat-infringer policy”, adottate dagli intermediari ai sensi della sezione 512 (i). Con riferimento all’esperienza armonizzata europea, emerge un quadro più frammentato. Tale disorganicità è ricollegabile ad almeno due circostanze: da un lato, alla mancanza, sia di una procedura armonizzata di notifica e rimozione (volta a rendere il provider «effettivamente al corrente del fatto che l’attività o l’informazione è illecita»), sia di una qualsivoglia procedura di contronotificazione (volta a far fronte ad usi abusivi o fraudolenti delle procedure di notice and take down); dall’altro, alle recenti iniziative legislative e giurisprudenziali, che sembrano discostarsi dal regime di irresponsabilità degli intermediari tecnici della rete, fissato nella direttiva 2000/31. Con riguardo a queste ultime, il saggio prende in esame, sia la Proposta di direttiva della Commissione europea, volta ad adeguare la tutela dei diritti d’autore all’evoluzione delle tecnologie digitali per mezzo di content filtering technologies, sia la recente giurisprudenza sovranazionale europea, diretta ad imporre, in capo all’intermediario di accesso alla rete, misure inibitorie genericamente formulate, volte a prevenire ulteriori violazioni dei diritti d’autore: entrambi gli approcci sembrano, però, relegare in secondo piano gli interessi dei singoli, quali quelli alla protezione della libertà di espressione e alla libera fruizione dei contenuti presenti lecitamente sulla rete.

This article explores the recent developments in the current interpretations of safe harbour provisions regarding the liability of Internet Service Providers (ISPs) in both the U.S. and E.U. legal systems. As regards the U.S. approach, the ever-increasing volume of take down notices that are now being sent by copyright owners can be viewed as an example of the success or, conversely, of the failure of the DMCA notice and take down regime to sufficiently tackle the proliferation of online infringement. In order to appreciate the new approach required by the content owners to move from a notice and take down regime to a notice and stay down regime, the essay takes into consideration the U.S. Copyright Office public consultations on the impact and effectiveness of the DMCA safe harbour provisions and the judicial interpretations of key concepts of the notice based liability system, such as the “actual” and “red flag knowledge” standards and section 512’s requirement that ISPs reasonably implement a “repeat-infringer policy”. As far as regards the new tendencies in the U.E. approach to the questions of ISP’s safe harbour provisions, the situation is more fragmented. This unevenness stems from at least two main sources: on the one hand, the lack of both a proper pan-European notification system (aimed to provide the ISP with “actual knowledge” of infringement) and a counter-notification procedure (aimed at challenging the shortcomings of erroneous or fraudulent take down notices) and on the other hand, the recent legislative and judicial departure from the current regime. With respect to the latter, the essay looks at the European Commission’s proposal to update the EU copyright framework in order to reflect the evolution of digital technologies through a requirement for ISPs to implement content filtering technologies and also looks at the recent European case law which proposes a mandatory filtering obligation on conduit internet service providers: the essay reflects upon how neither of the above approaches seem to sufficiently take into consideration the interests of both individual Internet users and the general public in protecting legitimate online speech and in ensuring access to legitimate content.

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