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Rappresentanza e legislazione nell’età della globalizzazione
SKU: 9917179010
Frosini Tommaso Edoardo
15,99 €

Nr. Pagine:
16
Formato:
PDF
Questo articolo esamina e discute un aspetto riscontrabile in numerose democrazie contemporanee, che è la crisi della rappresentanza politica. Certo, è entrato in crisi quel modo tradizionale di essere della rappresentanza politica: ovvero il mandato a rappresentare la nazione, la responsabilità affidata a chi rappresenta, i partiti politici quali associazioni che rappresentano l’elettorato, l’esercizio della funzione legislativa quale compito primario delle assemblee rappresentative, e così pure la funzione di controllo. Ancora: la crisi della rappresentanza è altresì determinata dalla difficoltà di trovare un equilibrio, meglio una sintesi tra il rappresentare e il governare. La crisi della rappresentanza è anche crisi del rappresentato, che ha smarrito i suoi riferimenti politici e istituzionali. Vuoi per la liquefazione dei partiti, sempre meno “ponte” fra la società politica e la società civile, come un tempo si diceva; vuoi per la perdita di centralità del Parlamento, quale organo non più decidente; vuoi, ancora, per la scomparsa del rapporto fra rappresentante e territorio, e quindi la presenza dell’eletto quale espressione di un collegio elettorale. La rappresentanza politica si è quindi parcellizzata, anche per effetto di un’accentuazione del pluralismo sociale che appare non più comprimibile nel solo perimetro parlamentare. Le istituzioni repubblicane si sono dovute confrontare con la necessità di governare dinamiche sociali rapidamente cangianti e sempre più complesse anche a causa dell’emersione dei processi di globalizzazione e dell’esplosione della rivoluzione tecnologica. I sistemi costituzionali nazionali hanno preso contezza delle difficoltà che i parlamenti incontrano nel tentativo di rispondere efficacemente e in tempi rapidi e hanno messo in discussione il ruolo delle assemblee parlamentari e la funzione della legge all’interno dei contesti sociali di riferimento. Rilanciare, con forza e convinzione, il concetto di rappresentanza e le sue declinazioni nelle forme e nei modi di una democrazia liberale, può servire a frenare il populismo ma soprattutto a ridare dignità e valore al costituzionalismo.

This article examines and addresses a feature common to many contemporary democracies: the crisis of political representation. It goes without saying that the crisis refers to traditional political representation i.e. the mandate to represent the entire nation, the responsibility of those who represent, political parties as associations representing the people, the exercise of legislative power as a primary duty of representative assemblies together with their function of control and scrutiny. Furthermore, the representation crisis is also determined by the difficulty of finding an equilibrium, or rather, a synthesis between governability and representation. The crisis of representation is also the crisis of the represented (or constituents), who have lost their political and institutional standpoints. This is due to several factors: the liquefaction of political parties, which are ever less the bridge between political society and civil society; Parliament’s loss of centrality i.e. a body that no longer decides; the disappearance of the relationship between representative and territory, and hence the concept of the elected representative as an expression of an electoral district or constituency. Political representation has thus become fragmented also because there has been an increase in social pluralism that cannot be fully represented in Parliament alone. The republican institutions have had to rule fast changing social dynamics, which have grown more complex because of the processes of globalization and the technological revolution. National constitutional systems have become aware of the difficulties parliaments have in providing answers in a suitable and rapid way. They have questioned the role of parliamentary assemblies, and the role of law within social contexts. A strong and convinced relaunch of the concept of representation, and its variations in the shapes and usages of a liberal democracy, is a way of putting a halt to populism and most of all a way of giving back dignity to constitutionalism.
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