Judicial Review in the United States
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Bennett Robert W.
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L’articolo intende illustrare il ruolo che la judicial review svolge attualmente negli Stati Uniti ed analizzare le più importanti critiche che vengono rivolte a tale pratica. L’articolo inizia con una breve storia della nozione di judicial review e delle giustificazioni teoriche – sia quelle seguite sia quelle respinte – dell’interpretazione della Costituzione da parte delle corti. È importante notare che negli Stati Uniti l’interpretazione della Costituzione non differisce dall’interpretazione della legge ordinaria ed è esercitata da tutte le corti statali e federali e, quantomeno presso le corti federali, le questioni di costituzionalità vengono decise solo nel contesto di una controversia reale e concreta. In base a queste premesse, la Corte suprema degli Stati Uniti ha affermato che le proprie sentenze interpretative della Costituzione hanno un forte valore di precedente e, almeno finché non avvenga un overruling, devono essere considerate come l’equivalente della lettera della Costituzione. Questa posizione può essere criticata, ma pare ormai generalmente accolta dalla società americana. Le critiche più importanti che vengono rivolte alla judicial review sono: i) la judicial review pone un problema di legittimazione democratica, la famosa «countermajoritarian difficulty», in quanto dovrebbero richiedersi motivi molto particolari perché l’interpretazione della Costituzione da parte delle corti prevalga sulle decisioni del legislativo e dell’esecutivo; ii) la judicial review talvolta conduce lontano dal modo in cui la Costituzione veniva intesa quando venne adottata – si tratta dell’approccio noto, nell’attuale dibattito americano sull’interpretazione costituzionale, come «orignalismo». L’articolo pone in dubbio quantomeno le versioni più estreme delle critiche cui si è accennato, in primo luogo perché i fondamenti «maggioritari» della «democrazia americana» sono piuttosto fragili, ed inoltre perché l’interpretazione di stampo originalista offre ben poca guida quando si devono affrontare le numerose questioni costituzionali che sorgono oggi negli Stati Uniti, specialmente con riferimento 180 Robert W. Bennett alle clausole più vaghe ed ambigue della Carta fondamentale. Il risultato è che il giudice possiede un considerevole potere discrezionale nell’interpretare la Costituzione. In conclusione, l’articolo suggerisce cautela alle corti nell’interferire con le prerogative degli stati o degli altri rami del governo federale, poiché questi possiedono risorse maggiori quando si tratta di interagire con i cittadini.

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