Quella di Hugh Collins sul “codice civile europeo” non è la via da seguire
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Perlingieri Pietro
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Alla proposta di Hugh Collins su un “codice civile europeo” per princípi, da attuare con una direttiva direttamente applicabile piuttosto che con un regolamento europeo, si rivolgono osservazioni critiche. Si sottolinea innanzi tutto la necessità di una Costituzione europea, quale espressione di princípi e valori e di scelte politiche di istanza personalista e solidarista e altresí di una Unione europea – rispettosa delle identità nazionali, delle tradizioni, della cultura di ciascun Paese – che renda possibile l’armonizzazione a livello europeo della disciplina contrattuale, nella consapevolezza della dimensione costituzionale del diritto civile. Non potrebbe, infatti, essere risolutiva una regolamentazione codicistica per princípi in ragione anche della settorialità della disciplina, che rischierebbe di trascurare in toto i diritti umani, i quali richiedono una tutela primaria, non del tutto compatibile con la proposta di Collins. In questa operazione culturale occorre riscoprire il ruolo centrale della dottrina.

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