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Lo spazio del soggiorno
SKU: 0517131170
Capozzi Renato - Pamfil Françoise
26,00 €

Isbn
9788849534535
Collana:
"De l'interno architettonico"
Vai alla collana >>>
Nr. Volume
10
Formato
16,5x22
Nr. Pagine
176
Mese Pubblicazione
Ottobre
Anno Pubblicazione
2017
I luoghi di una casa sono la concreta manifestazione dell’unità intrinseca di ogni reale organismo architettonico, non gli elementi di un aggregato collegati tra loro nella forma di un rapporto estrinseco tra parti isolatamente concepite. Così come la dimora non può essere banalmente ridotta a un contenitore entro cui coesistono ambienti specializzati connessi tra loro da elementi a loro volta preposti alla specifica funzione distributiva, allo stesso modo dimorare non significa fruire di spazi e apparati ordinati e articolati in modo da erogare prestazioni abitative rispondenti a particolari bisogni e necessità. Ogni luogo della casa, per essere veramente appropriato all’abitare umano, deve essere in grado di accogliere in sé ed esprimere l’essere della dimora nella sua unità, consentendo a chi lo abita di trovare un’apertura verso la realtà, una relazione tra le parti e il tutto e tra il microcosmo dell’interno domestico e l’intero universo. Se si dimentica questo principio aureo, che si trova incarnato nelle opere autenticamente architettoniche, si abdica all’arte del costruire e si nega all’uomo la possibilità di abitare. L’impegno progettuale, anche e soprattutto quello rivolto alla corretta valutazione degli aspetti funzionali, per ottenere esiti attendibili, deve inquadrare la soluzione dei problemi specifici nell’orizzonte unitario della dimora e mai affrontarli con la logica della compartimentazione specialistica. Quest’ultima, specialmente quando si esplica nelle sue forme più acritiche, rivela la tendenza a produrre vere e proprie aberrazioni, che ne testimoniano la radicale estraneità all’architettura. Si tratta di perversioni che non tardano a manifestarsi quando si cerca di edificare lo spazio dell’abitare come se si trattasse di un apparato strumentale preposto a rispondere in modo esclusivistico a bisogni astrattamente concepiti, in contrasto con l’unità dell’essere umano e del suo vissuto esistenziale. Se, per esempio, consideriamo il soggiorno, la natura unitaria dello spazio della dimora si rende oltremodo evidente. Si tratta di un luogo, infatti, che per definizione è fatto per accogliere, per consentire di stare al mondo nella forma propria dell’abitare. Nessuna qualificazione funzionale potrebbe restituirne il significato, perché al suo interno si apre un microcosmo in cui si inverano molteplici possibilità: la solitudine e il raccoglimento; l’accoglienza e l’incontro; lo studio e la concentrazione; la convivialità e il ristoro; il gioco e l’intrattenimento; il riposo e la contemplazione. Questa ricchezza di forme e di modi dell’abitare trova la sua condizione originaria nella capacità propria dell’architettura di assumere in sé la luce e gli altri elementi dell’universo, di ordinarli in modo da generare uno spazio di libertà e di senso, entro cui l’uomo, riconoscendolo come luogo congeniale al suo essere, possa sentirsi accolto e, a sua volta, sollecitato a prendersi cura di quella dimora irrinunciabile e ineludibile che è il nostro pianeta.

I CURATORI
RENATO CAPOZZI (Napoli,Italia, 1971) Architetto e dottore di ricerca in Composizione Architettonica allo IUAV di Venezia, specializzato in Progettazione Architettonica e Urbana, è attualmente professore associato di Composizione Architettonica e Urbana al Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli “Federico II”. Ha curato e promosso mostre e convegni internazionali e ha pubblicato numerosi saggi, monografie e articoli su tematiche inerenti: il progetto di architettura nella sua dimensione teorica; il recupero della lezione dei maestri; il rapporto tra l’architettura e la realtà; la costituzione degli edifici pubblici. Tra le sue pubblicazioni si segnalano: “Le architetture ad Aula: il paradigma Mies van der Rohe” (2011), “L’idea di riparo” (2012), “Arne Jacobsen.
La ricerca dell’astrazione” (2012), “L’architettura dell’ipostilo” (2016), “L’esattezza di Jacobsen” (2017).

FRANÇOISE PAMFIL (Oradea, Romania, 1968) Architetto e dottore di ricerca presso l'UAUIM, Università di Architettura e Urbanistica “Ion Mincu” di Bucarest, è professore associato in Progettazione Architettonica presso la stessa Università dal 1993. È stata visiting professor all'AEEA, presso l’Università di Columbia, l’Università di Deft, l’Università tecnica di Eindhoven e l’Università di Liectenstein, oltre a varie Scuole di Architettura in Romania; ha tenuto numerose conferenze e partecipato a sedute di laurea, giurie di concorsi di architettura ed è docente presso il Dottorato di ricerca in Architettura della “Ion Mincu”. Ha pubblicato saggi, monografie e articoli su argomenti critici, collaborando con riviste specializzate, tra cui: Architettura (di cui è caporedattrice), Arhitext, Igloo, Octogon, CAESAR, e testate internazionali come AEEA e RIBA. È specializzata nella critica dell'architettura contemporanea rumena ed è caporedattorice della rivista "Igloo habitat&architettura” per la Casa Editrice Igloo Media della quale è coordinatrice critica.
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