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Agricoltura e industrie indotte in Puglia tra Otto e Novecento
SKU: 0817144160
Mastrolia Franco Antonio
26,00 €

Isbn
9788849532661
Collana:
"Cultura ed Economia"
Vai alla collana >>>
Nr. Volume
20
Formato
17x24
Nr. Pagine
180+32 f.t.
Mese Pubblicazione
Maggio
Anno Pubblicazione
2017

L’agricoltura è stata il settore trainante dell’economia pugliese, con caratteristiche diverse in Capitanata, in Terra di Bari e in Terra d’Otranto. Seminativi, oliveti, vigneti e la presenza di pascoli erano tipici del paesaggio agrario. Pur in presenza di una terra arretrata e povera, negli anni Settanta dell’Ottocento erano evidenti alcuni cambiamenti. Diffusa era l’olivicoltura e nello stesso tempo la viticoltura migliorò la situazione pugliese. L’imprevista rottura con la Francia e la diffusione della fillossera misero in luce i limiti del settore, non mancando l’apporto di diversi benemeriti, premiati nelle Esposizioni nazionali. La struttura industriale era debole, legata all’agricoltura, potenziata grazie ad alcune istituzioni (società economiche, comizi agrari prima, poi cattedre ambulanti, scuole di agricoltura, consorzi antifillosserici e agrari). Un lento miglioramento si arrestò con la Grande Guerra, poi la difficile ripresa, con i contadini in cerca di «terre». L’olivicoltura recuperò, in crescita il tabacco, statica la viticoltura e ridotti i cereali. Diversi operatori ebbero l’ambito riconoscimento di «cavalieri del lavoro», altri potenziarono con successo le loro aziende. Il fascismo diede vita alle «battaglie» in favore dell’agricoltura, con aspetti positivi e più negativi. Il settore industriale mostrò segni di ripresa, colpito dalla crisi degli anni Trenta e poi dal secondo conflitto mondiale. Profonde trasformazioni e specifiche innovazioni tecnico-colturali furono compiute in alcune aree pugliesi con orientamenti diversi nell’utilizzazione del suolo, con contrazione delle aree interessate dalle colture tradizionali e all’introduzione ed espansione di colture industriali, orticole, agrumi, frutta, mandorle, a più alto reddito, anche se dominava la piccola proprietà con la presenza di aziende frammentate. Il ruolo della Puglia nel contesto agricolo nazionale era significativo, anche se le carenze e i limiti strutturali e funzionali condizionarono lo sviluppo e la potenzialità. Il settore necessitava di maggiore espansione delle aree irrigue, accelerare il processo di meccanizzazione e di riconversione colturale e produttiva, assicurare adeguati crediti, attivare la cooperazione, ammodernare i trasporti, incentivare l’istruzione professionale e la commercializzazione. La Puglia agricola, alla fine del Novecento, era in continua e graduale evoluzione.

L’AUTORE
Franco Antonio Mastrolia insegna Storia Economica presso la Facoltà di Economia dell’Università del Salento. È socio della Società Italiana degli Storici Economici e dell’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale. I suoi interessi hanno privilegiato la storia dello sviluppo economico in Terra d’Otranto (XVIII-XX secolo), della Svizzera (XIX-XX secolo) e delle relazioni dell’Italia con alcuni paesi del Mediterraneo (XIX-XX secolo). Autore di oltre cinquanta saggi, per i nostri tipi ha pubblicato Società e risorse produttive in Terra d’Otranto durante il XIX secolo (con M. de Lucia), 1988; Agricoltura, innovazione e imprenditorialità in Terra d’Otranto nell’Ottocento, 1999²; Agricoltura, allevamento e industrie alimentari nell’economia svizzera (1890-1914), 1999; Istituzioni e conoscenze agrarie in Terra d’Otranto (1810-1910), 2000; La pesca delle spugne nel Mediterraneo del secolo XIX, 2003; Tra terra e mare. Aspetti dell’economia di Terra d’Otranto (1861- 1914), 2010; Personaggi «benemeriti» del mondo agricolo in Terra d’Otranto nell’Ottocento, 2012; La pesca delle spugne nel Mediterraneo (1900-1939). Produzione, commercio, mercati e legislazione, 2016; ed inoltre La Camera di Commercio di Brindisi fra storia ed economia, Manduria, 2006. Dal 2009 la biografia è inserita nel Marquis Who’s in the World, New Previdence (Usa).

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