Il lavoro analizza l’impatto che ebbero le innovazioni istituzionali risalenti alla stagione delle grandi riforme ottomane sulla Palestina di fine Impero Ottomano e, in particolare, sul distretto di Haifa, all’epoca una delle principali aree di scambio tra Oriente e Occidente. Attraverso l’analisi di fonti notarili locali inedite, si evidenzia come una più chiara affermazione dei diritti di proprietà terriera, grazie all’applicazione del Codice fondiario del 1858, consentì la crescita della produzione agricola legata alla piccola proprietà terriera e una ridefinizione del potere contrattuale nelle relazioni tra le classi sociali. In questo contesto, l’attuazione della politica di riforme permise che l’inserimento della Palestina nei mercati internazionali non avvenisse nel segno della periferizzazione e della dipendenza, ma in quello di un progressivo sviluppo economico sostenuto dalla popolazione locale, all’interno di un clima di vivace competizione tra le sue diverse componenti etnico_religiose.
L’AUTORE
Stefania Ecchia è ricercatore in Storia economica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Salerno. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia economica all’Università di Napoli «Federico II» e il post_dottorato all’Università di Bologna, dopo aver trascorso periodi di ricerca all’Università Ebraica di Gerusalemme. Ha svolto attività di insegnamento presso la LUISS di Roma e la Seconda Università di Napoli. E’ autrice di altre pubblicazioni sulla storia ottomana che sono state presentate a convegni nazionali ed internazionali.
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