Il lavoro si propone di individuare l'àmbito operativo dell’ «eccezione in senso sostanziale», che si prospetta come porzione di una realtà complessa e rappresenta il piano dal quale osservare i nessi esistenti fra la situazione protetta e i meccanismi di tutela giurisdizionale. L’eccezione sostanziale viene, innanzitutto, ricondotta alla sfera dei poteri difensivi fondati sull’iniziativa di parte, costitutiva del dovere del giudice di conoscere i fatti modificativi, impeditivi o estintivi dell’altrui diritto. Sulla base di tale premessa, si qualifica «sostanziale» l’atto che, consistendo nell’esercizio di un potere formativo, è in grado di produrre, di là dalla pronuncia giudiziale, la modifica delle situazioni giuridiche in contestazione. L’idoneità della dichiarazione dell’eccipiente a mutare da sé l’assetto dei rapporti si pone come limite alla possibilità di collocare nell'alveo delle eccezioni sostanziali i poteri di invalidazione che richiedono una mediazione processuale degli effetti.
L’AUTORE
Anna Lasso, è ricercatore di Diritto privato presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi della Calabria. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in « I problemi civilistici della persona», presso l'Università degli Studi del Sannio. E' autrice di saggi e commenti alla giurisprudenza.
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